Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati
“Dal palco del Vinitaly rilancio un appello alla pace, nel solco delle parole di Papa Leone XIV e del Presidente Mattarella: i conflitti minano le relazioni, colpiscono l’economia e alimentano nuove povertà. La guerra non offre soluzioni. Ne ho parlato in questi giorni anche con lo speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson. Vinitaly è luogo di incontri, di relazioni. Le relazioni creano diplomazia e la diplomazia crea la pace. Tutti dobbiamo lavorare per questo". Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in apertura dell'edizione 2026 del Vinitaly a Veronafiere. Il Presidente ha rivolto il suo primo ringraziamento a tutti i lavoratori della Fiera, "Il cui impegno rende possibile un evento così complesso, ancor più in un contesto internazionale difficile. Grazie a chi ogni anno rende possibile la costante evoluzione di questa manifestazione e congratulazioni, in particolare, alle imprese del territorio, che stanno facendo registrare numeri importanti affrontando le grandi sfide di questo tempo".
Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri
“Il vino italiano è molto più di un’eccellenza: è uno dei pilastri della nostra proiezione economica nel mondo. Siamo il primo produttore globale e tra i leader del mercato internazionale, con oltre il 23% dell’export mondiale. Nel 2025 l’export ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro, confermando il nostro forte posizionamento in un contesto globale in continua evoluzione. Con la diplomazia della crescita abbiamo dedicato al settore vino e spiriti oltre 50 iniziative, che hanno coinvolto quasi 1.000 operatori. Il nostro obiettivo per il 2026 è chiaro: rafforzare la competitività del vino italiano, sostenere le imprese e consolidare una presenza sempre più forte e stabile sui mercati globali”.
Matteo Zoppas, presidente ITA-Italian Trade Agency
“Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, e in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto. Questa spinta si realizza attraverso quella 'Diplomazia della Crescita' voluta dal Ministro Tajani, che vede il Sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero. Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del Ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell'UNESCO. L’impegno di ICE per questa edizione è straordinario: insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 70 Paesi. Cruciale per il settore resta il consolidamento in USA superando le criticità del momento. Segnale che bisogna accelerare la vicinanza al settore del vino e degli spirits. Nonostante ciò, l’Italia mantiene saldamente la sua posizione. Quest'anno Vinitaly USA si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza.
L’altra leva su cui puntare sono le nuove rotte commerciali. Sfruttando gli accordi strategici siglati con India e Australia, e monitorando la ripresa in Canada, abbiamo programmato per il 2026 ben 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina. Il nostro obiettivo è trasformare
il prestigio del marchio Italia in opportunità commerciali concrete, garantendo che ogni calice di vino servito nel mondo sia l'ambasciatore del nostro sistema produttivo e culturale”.
Alberto Stefani, presidente Regione Veneto.
“Vinitaly rappresenta molto più di una semplice fiera: è la casa del vino veneto e italiano, un luogo in cui si misura la forza di un comparto strategico per la nostra economia. Come Regione, guardiamo a questo appuntamento come a una piattaforma fondamentale per consolidare relazioni internazionali, aprire nuovi mercati e valorizzare le nostre eccellenze. Il comparto vitivinicolo veneto si presenta a Vinitaly con solidità e capacità di crescita: nel 2025 la produzione di uva è aumentata del 6,8% e quella di vino del 7%, con rese in crescita del 4,8%, mentre la qualità si mantiene elevata nonostante un’annata climatica complessa. Il valore della produzione ha raggiunto 1,789 miliardi di euro, pari al 23,1% dell’agricoltura regionale. L’export, pur attestandosi su un valore di 2,9 miliardi, segna un lieve calo (-1,2%), che impone una riflessione: servono nuovi mercati e meno dipendenza da singole aree. In questo contesto, Vinitaly diventa una vetrina strategica per rafforzare identità, innovazione e competitività del vino veneto a livello internazionale”.
Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia Verona
“Per la Provincia e i Comuni, Vinitaly rappresenta un’infrastruttura strategica di sistema: non solo vetrina internazionale, ma collettore di idee e progettualità avanzate per l’enoturismo. In un contesto globale complesso, l’enoturismo si configura come una leva concreta di sviluppo per i territori, capace di generare valore, attrarre investimenti e rafforzare la competitività. La crescita di appeal dei territori a vocazione vitivinicola, contribuisce a redistribuire i flussi, sostenendo la destagionalizzazione e contrastando l’overtourism. In questa prospettiva, il ruolo delle istituzioni è accompagnare e coordinare tali dinamiche, valorizzando le identità territoriali come fattore distintivo e non replicabile. Vinitaly rappresenta il mosaico e la visione coordinata d’insieme di tutte queste straordinarie identità”.
Damiano Tommasi, sindaco di Verona
“Il primo ringraziamento va alle donne e agli uomini che lavorano nei campi, nelle cantine e in tutto il comparto, troppo spesso dimenticati e che devono restare al centro dell’agenda istituzionale. Serve affrontare temi come lavoro, immigrazione e alloggi con meno ideologia e più pragmatismo, per sostenere concretamente aziende e lavoratori, in uno sforzo che riguarda tutti. Il secondo ringraziamento va al Governo e alla presenza istituzionale a Veronafiere, che aiuta Verona a crescere e ad alzare il livello. Verona è Italia: l’esperienza olimpica ci ha fatto capire cosa significa rappresentare il Paese. Indossare la maglia azzurra cambia prospettiva, responsabilità e ambizione”.
TALK: IL VINO, ANTICHE VIE E NUOVE ROTTE
Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini
“Che la situazione sia complicata non è un mistero, considerando i molti fattori anche esterni. Però serve vedere le cose nella loro complessità: il vino italiano nel mondo guarda tutti dall’alto e questo va ricordato. Come Uiv siamo convinti che si debba tenere il punto e rilanciare, farci trovare pronti sui mercati e ricordare che, nonostante un 2025 non fortunato, il vino con +7,2 miliardi di attivo si conferma al secondo posto nella bilancia commerciale del made in Italy. La ‘sveglia’ delle tensioni commerciali impone di fare ordine in casa e allargare l’orizzonte commerciale. Il momento è quindi
propizio per un salto di qualità: più managerialità, maggiore ascolto dei mercati e analisi della domanda. L’obiettivo per Uiv è duplice: essere più presenti e conoscere i clienti, produrre vini contemporanei in linea con la domanda. Serve più che mai una responsabilità collettiva, con scelte nette e chiare lungo tutta la filiera”.
Giacomo Ponti, presidente Federvini
“Il mondo del vino è vocato all’esportazione, dobbiamo difendere strenuamente il mercato Usa e i dazi, ancora in vigore non hanno aiutato. I dati export parlano da soli, ma dobbiamo però essere consci del nostro valore, e dobbiamo intercettare soprattutto i consumi dei giovani, anche con una comunicazione più snella”.
Alessandro Giuli, ministro della Cultura
“Mi rende particolarmente fiero che, in questa edizione del Vinitaly, per iniziativa del Ministero della Cultura, vengano esposte alcune opere che richiamano il valore ancestrale del vino nella cultura mediterranea. Sei capolavori in marmo, in gran parte romani, provenienti da Palazzo Pitti e Uffizi, legati al mito di Dioniso e al suo corteo simbolico di ebbrezza, slancio creativo e liberazione sensuale. Sono numi tutelari che evocano la dimensione comunitaria e rituale del vino. In esso si riflette la magnificenza del nostro paesaggio, la sapienza delle filiere artigianali e la solidità dell’industria nazionale, componenti di un mosaico che suscita incondizionata ammirazione”.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
“Vinitaly è vetrina della forza, della resilienza e della competitività del nostro Made in Italy, di cui il vino è uno dei prodotti di maggiore visibilità che, nel suo realizzarsi, coniuga l’identità del territorio, la sua cultura e la sua civiltà con il sistema produttivo, le capacità di innovazione e la presenza nei mercati internazionali. La voglia di fare, di rilanciarsi e di scommettersi sui mercati globali, che abbiamo già percepito nelle precedenti edizioni di Vinitaly, ci dà conforto sul fatto che possiamo resistere nei mercati tradizionali e, nel contempo, aprire nuove vie e nuovi mercati, particolarmente predisposti al vino italiano e al Made in Italy”.
Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo
“Vinitaly è la manifestazione in cui l’Italia, attraverso il vino, racconta al mondo una storia di identità, cultura e impresa. Con l’approvazione del Pacchetto Vino, l’Europa accompagna il settore verso maggiore flessibilità, resilienza e apertura ai nuovi mercati. È però essenziale che questa evoluzione non indebolisca il legame tra vino, territorio e qualità produttiva. Allo stesso tempo, bisogna garantire che le nuove regole non gravino in modo sproporzionato sulle imprese, in particolare sulle PMI. Sul fronte etichettature serve equilibrio: distinguere tra abuso e consumo responsabile, senza penalizzare un settore simbolo dell’eccellenza europea e snaturare l’identità del vino, è fondamentale. La vera sfida non è aggiungere allarmismi in etichetta. È costruire politiche serie che aiutino il vino italiano ed europeo a restare competitivo, forte e riconoscibile nel mondo. Bene le indicazioni dei valori nutrizionali, anche attraverso le etichette elettroniche, ma diciamo no ad etichette intimidatorie. La sfida è quindi concreta e l’Italia, più di tutti, sta giocando un ruolo fondamentale per trasformare queste norme in strumenti utili per produttori e territori, rafforzando competitività, innovazione e valore della filiera vitivinicola”.
Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo
"Sono emozionato e onorato di essere qui per la prima volta in veste di ministro del Turismo all'inaugurazione di Vinitaly che avviene nella mia città. Il turismo è un pilastro dell'economia italiana che vale il 13% del Pil, per un valore di 240 miliardi di euro. Il vino è storia millenaria di un sapere dell'uomo. In ogni bottiglia c'è un territorio e spesso una generazione che ha deciso di restare e custodire. Nel mio mandato intendo puntare sull’enoturismo che, in questo momento, nel nostro Paese vale 3 miliardi di euro ed è in continua crescita. Credo che sia un segmento importante, perché uno dei miei obiettivi è portare più turisti nelle cantine, luoghi meravigliosi di benessere, e consentire loro di conoscere i territori, sia a chi arriva dall’Italia sia a chi arriva dall’estero. È quindi un modo per valorizzare questi territori e forse anche per decongestionare i centri, distribuendo meglio i flussi turistici”.
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste
“A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato: la Cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco al termine di un percorso avviato proprio a Vinitaly tre anni fa. Un riconoscimento che tutela non solo l’arte di cucinare le eccellenze dei territori, ma anche i valori della convivialità e dello stare insieme. La cucina italiana non sarebbe ciò che è senza il vino, con cui ha un legame inscindibile ed è al centro della nostra tavola. A Vinitaly celebriamo questa centralità con uno spazio espositivo e installazioni che raccontano l’identità del vino e dei nostri vitigni. Il dialogo tra vino e arte si rafforza grazie al Ministero della Cultura, con sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti. Come ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza”.