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Packaging alternativi: come sfruttarne le potenzialità per ottimizzare la strategia di vendita on premise

Packaging alternativi: come sfruttarne le potenzialità per ottimizzare la strategia di vendita on premise
wine2wine
13 maggio 2022

 

 

Sessione al femminile per l’appuntamento di VinitalyPlus con il mondo del business. Nella sessione di wine2wine Business Forum 2021 disponibile oggi in formato podcast, Marian Leitner-Waldman e Alicia Towns Franken introducono l’attuale situazione delle vendite on-premise negli Stati Uniti. Nella ricerca di un equilibrio tra la generazione di reddito e la creazione di esperienze calibrate attorno ai desideri dei consumatori, le due speaker espongono i vantaggi di un packaging alternativo.

 

Il recupero delle vendite on-premise: l’innovazione vince

 

La pandemia di COVID-19 ha generato conseguenze disastrose per il settore della ristorazione negli Stati Uniti, con una perdita di forza lavoro pari a circa 9 milioni di risorse. Se da un lato i produttori del settore vinicolo hanno compreso l’importanza delle vendite online, rafforzando il commercio al dettaglio su applicazioni e siti web, dall’altro non rinunciano comunque ad un programma di vendita on-premise tramite una presenza stabile in ristoranti e wine bar. In un settore come questo, caratterizzato da una lenta ripresa, è necessario creare esperienze innovative ed originali per i consumatori, che possano rispondere alle loro esigenze rafforzando allo stesso tempo le entrate per le aziende. Nell’utilizzo di packaging alternativi come lattine e fusti giace quindi un potenziale importante. L’utilizzo da parte dei produttori di queste tipologie di confezioni denota la volontà di ampliare il mercato delle loro etichette e raggiungere, nelle strutture di ristorazione, un target più giovane de attento a consumi sostenibili e al passo con i tempi.

 

 

Il vino in lattina

 

In un settore generalmente tradizionalista come quello vinicolo, la vendita dei “canned wines” sta trasformando l’industria. Negli Stati Uniti, il consumo di vini in lattina è cresciuto del 43% da giugno 2017 a giugno 2018, raggiungendo 45 milioni di dollari, con un continuo progresso negli anni a seguire. I vantaggi nell’utilizzo di questi packaging alternativi sono numerosi. Prima di tutto, i Millenial – anche quelli molto appassionati di vino – difficilmente spendono cifre considerevoli per il loro acquisto. I prezzi inferiori della lattina possono andare incontro al potere d’aquisto di questa fascia demografica, sostenendo il processo di democratizzazione del settore.

 

Per quanto riguarda la sostenibilità, le lattine sono più eco-sostenibili delle bottiglie classiche: il riciclo delle lattine è di circa il 60% più alto rispetto a quello del vetro. Inoltre, una lattina vuota pesa al massimo il 30% di una bottiglia di pari volume, con un impatto non indifferente sui costi logistici e di trasporto. Infine, questi nuovi consumatori sono più propensi a provare nuovi vini qualora non debbano acquistarne una bottiglia intera e ne abbiano a disposizione un formato ridotto: questo punto è molto interessante per i produttori meno conosciuti che avrebbero quindi maggiori possibilità di vendere il loro prodotto confezionandolo in lattine. 

 

Tracciando i trend degli ultimi anni, sembra quindi che la vendita di “canned wines” possa non solo trasformare la tradizionale staticità che caratterizza l’industria del vino, ma offrire anche maggiore praticità in termini di occasioni di consumo.

 

 

Marian Leitner-Waldman e Alicia Towns Franken

 

Marian Leitner-Waldman è la fondatrice e CEO di Archer Roose Wines, una delle più importanti aziende vinicole che produce vino in lattina negli Stati Uniti. Con la missione di democratizzare il vino pregiato rendendo l’industria vinicola più inclusiva, l’azienda utilizza il formato per adattarsi agli stili di vita dei consumatori moderni. Marian Leitner-Waldman  è stata nominata una delle prime 10 imprenditici dal Boston Harbor Angels.  

 

Alicia Towns Franken, con oltre 25 anni nel settore dell’ospitalità, è VP Wine Portfolio di Archer Roose. È responsabile di un programma che contribuisca a rafforzare la consapevolezza sul packaging alternativo, sviluppando legami più forti con enologi, opinionisti, critici, distributori e influencer. La speaker fa inoltre parte del consiglio e dirige anche la mentorship di Wine Unify, organizzazione con la missione di accogliere, elevare e amplificare le voci delle minoranze nel settore vinicolo.

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