L’enoturismo in Italia, dopo aver affrontato gli anni difficili della pandemia, presenta decisi segnali di ripresa. Cresce l’offerta proposta dalle cantine e cambia l’interesse del pubblico. In questo articolo scopriamo com’è cambiato l’enoturismo in Italia negli ultimi anni e quali sono le prospettive future.
L’enoturismo italiano vanta una lunga tradizione che da sempre rappresenta per il settore vitivinicolo un importante asset di crescita. Come sottolinea la docente di Tourism Management dell’Università di Bergamo Roberta Garibaldi nel Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano del 2021, nel 2019 l’enoturismo contava almeno 15 milioni di presenze e generava un fatturato complessivo di 2.65 miliardi di euro circa.
Questi numeri hanno naturalmente subito un crollo a causa della crisi pandemica, ma dopo mesi difficili il settore mostra decisi segnali di ripresa. Già a partire dal 2021, circa il 13% delle prenotazioni effettuate sul portale Tripadvisor per l’Italia ha riguardato proposte enogastronomiche, segnando l’inizio di un trend in continua crescita. Dalle esperienze più semplici, a quelle esclusive e di lusso, il fenomeno dell’enoturismo non si limita ad essere “di nicchia”, ma attira una fetta sempre più grande di consumatori target. Ne è un esempio l’aggiunta recente della nuova categoria “vigneti e cantine” su Airbnb, attraverso cui i turisti possono decidere di soggiornare immersi nei paesaggi magici di vigneti e cantine. I viaggiatori italiani e internazionali sono quindi sempre più interessati alle mete enogastronomiche del nostro Paese, che diventano per le aziende del settore un asset di crescita da non sottovalutare.
Bisogna però considerare che, così come sono cambiate le abitudini di viaggio, sono cambiate anche le abitudini di consumo. Il turista di oggi ha nuovi interessi e richieste: è più esigente, attivo e attento alla sostenibilità. Abbiamo raccolto le principali tendenze che caratterizzano i turisti enogastronomici che oggi scelgono l’Italia come propria meta.
È chiaro quindi come l’enoturismo sia una risorsa importante per le cantine italiane. Questo significa che il personale deve essere qualificato e aggiornato sulle nuove esperienze richieste e sui trend di settore. Come può farlo? Secondo noi, la via maestra è – come spesso accade – da cercare nell’informazione e nell’aggiornamento. Per questo, consigliamo ai produttori italiani e ai rispettivi team di valutare le opportunità in questo campo partendo dalle testimonianze degli esperti e dallo studio di casi di successo: la formazione continua resta un elemento essenziale per la crescita di un’azienda, anche in tema ospitalità e turismo.