Veronafiere e Amia collaborano da molto tempo per garantire la differenziazione dei rifiuti durante le manifestazioni, per consentire all’operatore di settore e all’espositore di vivere un ambiente ordinato nel quartiere fieristico. In cosa consistono esattamente queste operazioni?
Amia e Veronafiere sono partner da quando la fiera era più piccola di come è adesso. Negli anni, la fiera ha aumentato considerevolmente gli spazi espositivi, aprendosi al mondo. Con il tempo, abbiamo organizzato e gestito un sistema attraverso il quale siamo ben oltre l’80% di raccolta differenziata che varia molto a seconda della manifestazione, ognuna delle quali ha la propria peculiarità. Amia si occupa di tutto quello che è il recupero del rifiuto, non della pulizia degli stand, che proviene dalle fasi di allestimento e di disallestimento, mentre durante la fiera essenzialmente quello che viene prodotto è il rifiuto da consumazione di pasti o degli snack presso i punti ristoro della fiera. Vinitaly fa eccezione perché notoriamente è la fiera in cui si assaggiano vini di qualità da tutto il mondo e i vini di qualità sono contenuti in bottiglie di vetro. Storicamente abbiamo attivato con Veronafiere la raccolta separata del vetro attraverso due sistemi. Un sistema con campane poste fuori da ogni accesso ai padiglioni dove ciascun espositore può portare le proprie bottiglie, oppure un servizio domiciliato in cui l’ente fiera attraverso Amia dà un bidone di raccolta vetro all’interno dello stand, che l’espositore mette in corsia a fine giornata per il corretto smaltimento. Con questo sistema nel 2019 abbiamo raccolto quasi 200 tonnellate di vetro. Questo è un fatto positivo perché in Italia il vetro è uno dei primi materiali ad essere mancato. Con il tempo, siamo riusciti a sensibilizzare l’espositore che si sorprenderebbe se non trovasse i bidoni per la raccolta del vetro delle bottiglie vuote, considerandoli ormai elemento di arredo. Ogni anno la Società mette a disposizione nuovi contenitori, rinnovandone una parte esternamente, per una qualità visiva del prodotto-servizio.
La stessa garanzia di differenziazione dei rifiuti è assicurata ai wine lover che vivono lo splendido centro storico di Verona durante il fuorisalone Vinitaly and the City. Quali operazioni sono previste in città?
Quest’anno Vinitaly and the City è ospitato nei salotti di Piazza dei Signori e del Cortile del Mercato Vecchio, luoghi architettonicamente raccolti che sembreranno delle cantine. Durante il fuorisalone garantiamo, oltre alla classica pulizia del centro storico, il recupero di tutti i materiali: plastica, sughero, cartone e vetro. Inoltre, daremo il contenitore per la raccolta dei tappi di sughero che è un elemento pregiato e questo è il principale momento dell’anno in cui a Verona si produce sughero. Non c’è nessuna difficoltà nel raccoglierlo, è un elemento di rifiuto inodore e grazie ad un rapporto che dura da più di dieci anni con il più grande produttore di sughero al mondo, conferiamo a loro il sughero raccolto che viene valorizzato, e il denaro viene destinato al finanziamento delle attività di un’associazione con sede a Verona, che si occupa degli studi sulle leucemie. Attraverso questa collaborazione, si aggiunge anche un importante elemento sociale.
Affrontiamo la questione del vetro. Trattandosi di una fiera dedicata al business del vino, dove buyer e operatori sono impegnati full time in degustazioni e consumo del prodotto, quale incidenza ha la raccolta del vetro nelle operazioni di raccolta differenziata in fiera?
Vinitaly vale cinque giorni di tutto il vetro raccolto nella città di Verona per un anno. Ogni giorno portiamo via dalla fiera circa 70 metri cubi di bottiglie di vetro, le quali per massima parte sono già provenienti da cocciame di vetro perché l’Italia storicamente è un paese dove la raccolta del vetro ha preso piede da molto tempo e tutto il vetro colorato di cui sono fatte la maggior parte delle bottiglie proviene già da cocciame di vetro. Questo è un bene per l’ambiente perché pochi sanno che ogni 10% di cocciame di vetro inserito nei forni al posto della materia vergine comporta una riduzione del 5% di emissioni dell’atmosfera. Quindi la produzione di vetro da cocciame ha complessivamente il 50% in meno delle emissioni nell’atmosfera, e si recupera una materia che andrebbe a discarica, evitando così l’utilizzo di materia prima che scarseggia.
La raccolta del vetro è un’iniziativa storica a Vinitaly, che va a beneficio dell’ambiente. D’altronde le cantine operano in ambiente naturale e sempre più produttori operano nel rispetto della natura, attraverso pratiche di conversione al biologico e nella riduzione dell’uso di pesticidi. Il mondo del vino è tra i primi ad avere interesse, come tutto il mondo agricolo, alla tutela dell’ambiente. Vinitaly non fa eccezione e anzi, da sempre organizza questa raccolta con Amia che ogni anno mette a disposizione contenitori nuovi, belli da vedere considerando l’importanza della fiera, e parte delle attrezzature vengono rinnovate per garantire la massima qualità visiva e del servizio.
Ci daresti una chiara definizione di Economia Circolare? Cosa possiamo fare per lo sviluppo del futuro della sostenibilità?
Essenzialmente l’Economia Circolare è evitare di utilizzare nuova materia prima. Significa riutilizzare un bene che è già sul mercato trasformandolo, e creare un nuovo bene. L’elemento classico è una lattina di alluminio che viene fusa per creare una nuova lattina. Lo stesso accade con una bottiglia che viene fusa per creare una nuova bottiglia. L’economia circolare consente di non generare scarto e non utilizzare nuova materia prima. La prima cosa da fare è la raccolta differenziata e utilizzare i materiali che provengono da questa pratica. Per esempio, negli imballaggi di cartone privilegiamo un imballaggio in cartone che provenga da cartone riciclato e non da materia vergine. Quando acquistiamo le bottiglie per imbottigliare il vino accertiamoci che provengano in gran parte da materiale riciclato. Se noi raccogliamo separatamente i rifiuti ma nessuno utilizza quelle materie che tecnicamente si chiamano prime e seconde, che provengono dalla raccolta, troviamo coni di bottiglie che non sappiamo dove mettere. Affinché l’economia circolare prenda effettivamente piede come vuole l’Unione Europea che fa la migliore performance del pianeta, bisogna usare materie che provengono da riciclaggio. L’obiettivo di legge per la raccolta differenziata è del 75%, noi abbiamo raggiunto il 76%. Nel contesto fieristico si verifica sempre qualche difficoltà date dalla gestione di alti picchi di materiale da raccogliere. Disponiamo però di una serie di impianti di riferimento importanti a cui sono destinate le materie che raccogliamo e che vengono divise nelle varie componenti. Durante Vinitaly riusciamo a riempire questi impianti al massimo: un esempio virtuoso è tutto il vetro che viene consegnato ad un’azienda importante vicino a Verona, per un nuovo utilizzo.
Un’alleanza, quella tra Veronafiere e Amia, che non è solo portatrice di buone pratiche alla comunità, ma che è in grado di trasformare problemi in risorse, per il rispetto del mondo che ci ospita.