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14 October 2021

DOCTORWINE by DANIELE CERNILLI

Anche per Vinitaly Special Edition si rinnova la collaborazione con Daniele Cernilli aka DoctorWine e la sua squadra. Alla tre giorni veronese il noto giornalista firma uno spazio dove degustare con calma i vini tratti da una selezione di etichette presenti nell’ultima edizione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia appena uscita. Allo stand (Padiglione 6, stand C9) saranno circa settanta le etichette in degustazione proposte in fiera nei wine dispenser di Wineemotion.

Si tratta di un format pensato per permettere ai professionisti di fare nuove scoperte, confronti, e scelte in autonomia ma guidati “sensorialmente” dai consigli del giornalista che ha riunito grandi vini di fama e novità tutte da gustare. Nell’area spazio anche a momenti di approfondimento e di consultazione della guida realizzata per la tre giorni veronese: “Un volume utile per identificare ogni singola azienda, delle belle foto e anche delle brevi presentazioni che, speriamo, vi inducano a conoscerle meglio e magari vi facciano venire voglia di andarle a vedere di persona- ha spiega Daniele Cernilli. – in fiera potrete fare un giro enologico in molte regioni italiane, perché diverse regioni e parecchie denominazioni sono presenti in questa piccola ma significativa selezione, e tutto questo visitando un solo stand. Nelle nostre intenzioni c’è quella di fornire un servizio a chi ci verrà a trovare, per contribuire a far scoprire dei vini di ottimo valore senza dover girare a lungo per cercarli”.

Daniele Cernilli, che di vino la sa lunga (cura guide dal 1987) ci spiega anche cos’è la qualità in questo prodotto: “La qualità è la è la bontà del vino al palato come lo è il rapporto qualità prezzo. C’è poi una qualità percepita, una qualità intrinseca e una qualità in relazione alle esigenze. Tutto dipende dai gusti e dalla consapevolezza. Poi ci sono di vini di alto profilo qualitativo di alto prezzo che sono una nicchia per estimatori. Per i player del mondo del vino, è importante fare innamorare più persone possibili a questo mondo, bisogna interessarle e non respingerle. In fin dei conti quello del vino è un mondo bello che va oltre la bottiglia e l’etichetta: ci sono storie personali, paesaggi, tradizioni. Se non ci fosse la produzione di vino che c’è in Italia cambierebbero i paesaggi, cambierebbe il modo in cui si gestisce il territorio, perché i vignaioli ne sono i custodi. Fano i muretti a secco, fanno le canalette, evitano le frane e tutelano il territorio”.

E come me è cambiato il mondo del vino da quando ha cominciato ad occuparsene? “Per capire cosa è cambiato nel mondo del vino basta guardare come è cambiato Vinitaly nel corso degli anni- racconta Cernilli - È stato un marker di questo mondo. La mia prima edizione è stata quella del 1980, in quel periodo l’8 era il padiglione del veneto e delle aziende importanti tutto girava attorno a quel padiglione. Vinitaly aveva un decimo delle visite di adesso e c’erano pochissimi stranieri e, molto incentrato sul mercato interno. All’epoca la stragrande maggioranza del vino commercializzato era sfuso e consumato localmente. C’erano già i primi brand ma il mercato era diverso. Alcune denominazioni quasi non esistevano: come il Franciacorta o il Prosecco che era limitato ad alcuni produttori storici dell’area Conegliano Valdobbiadene. Alcune zone di produzione come il Brunello di Montalcino avevano 30/40 etichette, non di più: ora i produttori sono più di 300. La realtà comunicativa era composta da 3 testate e mancavano le guide, e certamente non esisteva il web. Il vino rappresentava la società, che era molto più semplice”.

 

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