Shenzhen, 26 febbraio 2022. Il team Wine to Asia e di Veronafiere Cina promuovono la 54° edizione di Vinitaly in un evento ambientato in location di eccezione, attraverso un programma che prevede degustazioni di vini dalla Grecia. da San Marino e dal Belpaese.
Abbiamo incontrato Bill Liu e Christina Wan Yi Li, due tra i massimi esperti di vino nel sud della Cina, in occasione della degustazione da loro guidata e abbiamo fatto loro qualche domanda riguardo al mercato del vino italiano in Cina. A quanto pare, il futuro del mercato appartiene alla ricca complessità che il vino italiano vanta nel mondo e all’educazione di un consumatore sempre più consapevole.
Come sta cambiando il consumo di vino italiano in Cina?
Bill: Il consumo di vino italiano in Cina sta decisamente crescendo. In passato la maggior parte dei consumatori era familiare con il concetto di ABBBC (Amarone, Barolo, Barbaresco, Brunello and Chianti), mentre ora sono molto motivati a sperimentare differenti regioni e stili. E’ interessante notare che il mercato non è più solo incentrato sui rossi italiani, i baluardi del mercato cinese, ma che stanno crescendo in maniera notevole anche il Prosecco, l’Asti ed è apprezzata la freschezza dei bianchi.
Christina: lo sviluppo del vino italiano in Cina ha mostrato una tendenza in ascesa durante lo scorso anno. Stando ai cambiamenti delle politiche commerciali dell’Australia nei confronti della Cina, molti importatori australiani di vini pregiati hanno iniziato a richiedere nuove sostituzioni dai paesi produttori di vino. I vini italiani e australiani hanno molto in comune per via della presenza di boutique wines, di family business e tipologie diversificate di prodotto.
Quali generazioni apprezzano maggiormente il vino italiano e qual è il vino più bevuto?
Bill: il vino italiano attira estimatori da tutte le generazioni. Sembra che ogni generazione abbia la sua particolare selezione: gli over 40 preferiscono i grandi classici come l’Amarone, il Barolo, il Barbaresco e il Brunello, quindi uno stile caratterizzato da struttura e corpo. Le generazioni più giovani apprezzano l’eleganza, la riconoscibilità del terroir di provenienza e alcuni di loro bevono vini naturali. Gli Orange Wines dal Friuli e dall’Etna sono popolari tra le giovani generazioni all’interno di wine bar e dei ristoranti. Il giovane pubblico di consumatori al femminile elegge vini leggeri come Moscato d’Asti e Prosecco, come rompighiaccio per approcciare al vino.
Christina: Non penso ci siano specifici gruppi generazionali. Per esempio, i più giovani partono dal Moscato d’Asti, ma i wine lovers oltre i 35 anni d’età, ugualmente molto giovani, sono molto appassionati di Barolo, Brunello di Montalcino e di altri vini complessi, oppure di annate storiche di vini italiani.
I consumatori cinesi preferiscono i big brands o si inizia ad approfondire la conoscenza dei vini di nicchia? C’è curiosità nei confronti del diverso?
Bill: le vecchie generazioni esprimono ancora preferenza per i grandi marchi del vino, specialmente se il consumo avviene in occasioni di business. Le generazioni più giovani, invece, hanno un’immensa curiosità nei confronti dei vini di nicchia e per le regioni vinicole semisconosciute al mercato cinese, come per esempio i vini naturali italiani, i preferiti dai bevitori di naturali in Cina.
Christina: Dipende. I consumatori di fascia alta hanno una profonda conoscenza di alcuni dei principali brand di vino, per questo sono avvantaggiati nell’approccio a prodotti di nicchia. I consumatori di terza o quarta fascia invece hanno ancora una vaga idea del concetto “vino”, e potrebbe essere più facile per alcuni grandi marchi raggiungere la fiducia di questi consumatori. Tuttavia, ci tengo a condividere un fenomeno interessante che proviene da esperimenti di mercato: diamo per scontato che i consumatori facciano ancora fatica ad accettare alcune varietà di nicchia come gli autoctoni, soprattutto quando sono poco popolari sul mercato e non c’è abbastanza educazione del consumatore. In ogni caso, molti vini da vitigni autoctoni e vini di nicchia di provenienza italiana vendono bene. La ragione è che i consumatori danno maggior attenzione al gusto e alla qualità al vino in sé, anche se difficile da comprendere, piuttosto che dare peso alla regione vinicola famosa.
Quali sono le tendenze del vino sul mercato cinese?
Bill:1) I gruppi di consumatori sono sempre più rappresentati dalle giovani generazioni
2) Sempre più persone sono intenzionate ad ordinare e a bere vini nei ristoranti e nei wine bar, specialmente nella prima fascia a Beijing, Shanghai, Guangzhou and Shenzhen.
3) Attenzione crescente per i vini di nicchia, in particolare per i naturali, biologici e biodinamici.
Christina: la preferenza passa da grandi quantità di vini di massa, a vini relativamente di prezzo alto e miglior qualità. Le giovani generazioni iniziano a preferire vini a bassa gradazione alcolica e prodotti riconosciuti dal pubblico come innovativi.
Che cambiamenti ha portato il Covid?
Bill: Gli eventi online e le degustazioni virtuali sono diventate sempre più popolari. I frequentanti acquistano in anticipo il set e in seguito partecipano alla degustazione virtuale.
Quando le persone scelgono di partecipare ad un evento in presenza e non online, tendono a dare priorità agli eventi dove i protagonisti sono i grandi vini di qualità, facendo pressione indiretta sulla necessità di eventi orientati alla qualità.
La vendita di vini pregiati è effettivamente aumentata. Molte persone sono solite consumare o acquistare questa tipologia di prodotto quando si recano all’estero, ma ora che i confini sono chiusi utilizzano quel budget sul mercato interno.
Christina: nel 2020 il Covid era appena cominciato e il mercato non era ancora cambiato molto. Nel 2021 ognuno di noi ha iniziato a realizzare che il Covid non sarebbe passato in fretta e il mercato del vino ha cominciato a riorganizzarsi. Siamo tutti più prudenti. C’era poco rifornimento dei vini cult di prezzo alto, specialmente quelli di Borgogna, mentre i vini a basso prezzo continuano a perdere terreno.
Come vedi il futuro del vino italiano in Cina?
Bill: Il futuro è molto promettente. Crescerà l’interesse dei collezionisti nei confronti dei produttori di prima fascia. Gli entry level della tipologia bollicine e bianchi avranno uno straordinario spazio di mercato. Se investiamo con continuità in campagne di educazione e di marketing, ai vini italiani è prevedibilmente garantito un futuro brillante!
Christina: sono ancora molto ottimista per quel che riguarda lo sviluppo del vino italiano in Cina. In virtù dell’ampio numero di vitigni varietali e biodiversità, che si tratti di un appassionato senior, di un esperto o di un consumatore comune, i vini italiani garantiscono soddisfazione a tutte le fasce di consumatori. Inoltre, l’Italia ha una lunga storia di produzione vinicola, un ricco retroterra culturale ed enormi sforzi da parte di promoter che, come Vinitaly, possono contribuire allo sviluppo della cultura del consumo vino italiano in Cina nel lungo periodo.
Bill Liu
Bill risiede a Shenzhen dove ricopre il ruolo di Chief Education Director of Grapea & Co.
Diplomato WSET Level 4, è educator presso WSET, New Zealand Wines, Rioja Wines.
Ha ricevuto la prestigiosa French Wine Scholar Highest Honor e vanta esperienze professionali a Chateau Margaux e alla casa d’aste Christie’s, sezione Fine Wines. E’ stato campione di degustazioni alla cieca ai tornei di Shenzhen e giudice in numerose gare (Golden Bottle Award e G100 Wine Competition, RVF China Blind Tasting Tournament). Svolge attività di freelance come scrittore per riviste di settore e Content creator per i Social Media. E’ consulente internazionale di numerosi ristoranti di fascia alta. Da maggio 2021 fa parte del team di Project Management di Wine to Asia.
Christina Li
Christina ha ottenuto il titolo MBA presso la Burgundy School of Business di cui è Media Ambassador. E’ certificate Diploma WSET ed è tra i 50 Awards Swiss Wine Ambassador in China Swiss Santis-Malt Whisky Ambassador. Rinomata blogger di lifestyle e giornalista del settore vino, è curatrice del canale “Wine Lee Talk”. Scrive articoli specialistici sul vino e nei suoi viaggi tiene interviste a produttori delle più importanti aree vinicole mondiali. Christina ha il dono di anticipare le tendenze dei consumi di vino sul mercato mondiale e di educare al consumo coloro che la seguono sui suoi canali, condividendo vini sempre nuovi e diversi e storie appassionanti.