Wine News22 maggio 2020

Vino, se il magazzino si trasforma in liquidità economica, senza aprire linee di credito

"L'azienda vende il vino in magazzino a noi, che però lo lasciamo nella disponibilità dell'azienda stessa. Poi quando la cantina lo vende al cliente finale, alle sue condizioni, lo ricompra da noi, alle condizioni che abbiamo pattuito con l'azienda. Così la cantina ottiene liquidità per gestire la propria attività ma senza aprire linee di credito, noi guadagniamo attraverso la cartolarizzazione degli stock, in piani che durano almeno tre anni. E se poi, malauguratamente, la cantina non riesce a vendere il vino ai suoi clienti finali, il prodotto resta a noi, che ci occuperemo di trovargli a quel punto una collocazione sul mercato". È semplice, nel concetto, l'idea di Supply@me (società quotata a marzo a Londra con una capitalizzazione di 227,5 milioni di sterline, con un flottante del 26%), piattaforma di "Inventory Monetisation", unica in Europa attraverso cui le aziende, di ogni settore, possono creare valore dal proprio magazzino, ottimizzando il proprio capitale circolante e migliorando l'efficienza della catena di approvvigionamento.
"Abbiamo lavorato dal 2015 ad una iniziativa del genere - spiega, a WineNews, l'ad di Supply@me, Alessandro Zamboni - che è multi-settore, per tutte le aziende che hanno stock in movimento o in produzione, e così possono monetizzarli prima della vendita al cliente finale. E lo facciamo attraverso "veicoli" che comprano lo stock, lo lasciano in conto utilizzo alle aziende, e poi quando l'imprenditore lo hanno venduto al cliente finale, di fatto lo può ricomprare, eliminando così i problemi connessi al magazzino. Chiaramente questo avviene con un piano concordato con l'impresa cliente, e per noi è essenziale che duri almeno tre anni, perchè c'è dietro un sistema di cartolarizzazione finanziaria con le sue specificità. Ma è un servizio che, per una filiera come può essere quella del vino, per esempio, soprattutto in un momento come questo, ma non solo, può essere molto interessante, perchè risolve una parte del problema della liquidità, peraltro con uno strumento che non è una linea di credito, e che quindi aiuta anche al miglioramento degli indicatori economici dell'azienda. Peraltro - aggiunge Zamboni - l'azienda stessa non perde neanche lo status di impresa agricola, che un aspetto molto importante come ci hanno testimoniato le prime esperienza in questo settore qualche tempo fa. E, inoltre, abbiamo anche partner importanti della logistica, che se l'azienda vuole ci consentono anche di spostare lo stock dalla cantina e ad altre strutture. Un aspetto interessante soprattutto in questa fase in cui si va verso la vendemmia e magari c'è bisogno di fare spazio in cantina. Oltre ovviamente a tutto un lavoro di monitoraggio e analisi di dati e flussi".
A lavorare con Supply@me ci sono già brand importanti del vino italiano, come Tasca d'Almerita, per esempio, "e stiamo dialogando anche con altre realtà del Barolo o della Franciacorta, per esempio. Anche se preferiremmo ragionare in maniera di sistema, e per esempio stiamo dialogando con il Consorzio del Brunello di Montalcino - aggiunge Zamboni - perchè per noi è preferibile lavorare con delle masse critiche importanti".
Con due mondi, quello del vino, ancorato alla terra e alla tradizione, e quello della finanza, sempre più innovativo e creativo, che si guardano sempre più da vicino.