Wine News16 aprile 2020

Sassicaia 2009 e Sorì San Lorenzo 2011 di Gaja: i top performer per crescita tra i fine wine

Mentre le economie del mondo sono in ginocchio, in un quadro legato alla pandemia sempre più complesso, chi ha investito in certi vini può regalarsi almeno un piccolo sorriso. Ed a conferma del trend che, da inizio anno, vede i grandi vini italiani essere gli unici a vedere i proprio indici in positivo, arrivano dall'analisi del Liv-Ex, riferimento del mercato enoico secondario, sui vini che si sono rivalutati di più da inizio anno. Ebbene, a guidare la classifica sono due etichette italiane, il Sassicaia 2009, quotato 1.900 sterline a cassa, con una crescita del +17,3%, davanti ad un altro mostro sacro dell'enologia del Belpaese, il Sorì San Lorenzo 2011 di Gaja, a 3.206 sterline, ed una crescita del 16,6%. Sul gradino più basso del podio c'è il Corton Charlemagne Bonneau Martray 2015, a 2.010 sterline (+12,3%), davanti ad un altra coppia italiana, il Sassicaia, con l'annata 2013, a 1.680 sterline, ed una crescita del 12%, ed il Solaia 2013 di Antinori, a 1.800 sterline, con una crescita del +11,8%. Al n. 6, dal Rodano, l'Ermitage Domain Jean Louis Chave 2010 a 4,548 sterline (+10,8%), davanti all'ultimo degli italiani in top 10, il Masseto 2007 a 6,540 sterline (+8,9%). A chiudere la classifica il vino più celebre di Spagna, il Vega Sicilia Unico 2009 a 2,392 sterline (+8,5%), l'Ermitage Pavillon 2015 di Chapoutier a 2.400 sterline (+5,3%) e lo Chateauneuf du Pape 2009 di Beaucastel a 600 sterline (+1,7%).