Wine News13 febbraio 2020

Agroalimentare e controlli, uno su tre in Italia riguarda il settore vitivinicolo. I dati Icqrf

Chi beve vino italiano, può bere quanto meno tranquillo. Altro non fosse perchè dei 55.000 controlli messi in campo dall'Ispettorato Qualità e Repressione Frodi, oltre il 30% hanno riguardato il settore vitivinicolo, che è il settore in assoluto più monitorato (18.179 controlli complessivi, tra i 13.925 ispettivi ed i 4.254 analitici), praticamente il triplo del secondo settore, che è quello dell'olio, con oltre 6.800 controlli. Il dato meno buono, però, è che su 395 notizie di reato riscontrate, ben 201 viene proprio dal settore vitivinicolo, delle 4.466 contestazione amministrative, 2.138 sono imputate al settore enoico, e dei 585 sequestri messi a segno, ben 298 sono a danno di cantine e operatori della filiera del vino. Ma ancora più impressionante è il peso del settore vitivinicolo sul valore dei sequestri: 278 milioni, su 301 totali, con 60.142 tonnellate di prodotto sequestrato sui 71.955 totali. Emerge dal report 2019 sull'attività dell'Icqrf (https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15037). Un settore, dunque, quello del vino, che anche grazie al suo appeal e alla sua redditività rispetto ad altri settori dell'agricoltura, soprattutto in alcune aree d'Italia, è sempre più nel mirino di chi cerca scorciatoie illegali, penalizzando prima di tutto la grandissima maggioranza dei produttori onesti.
Nel dettaglio, di 8.078 operatori controllati, ben il 25% è risultato con qualche irregolarità. Con in principali illeciti accertati che sono la commercializzazione fraudolenta di vini a Dop e Igp non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione, la sofisticazione di prodotti vitivinicoli per annacquamento o zuccheraggio, detenzione di prodotti vitivinicoli "in nero", non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina, vini e mosti con titolo alcolometrico non conforme al dichiarato o ai limiti di legge, Prodotti vitivinicoli dichiarati da agricoltura biologica ma rilevati all'analisi contenere residui di prodotti fitosanitari, mancata o irregolare tenuta dei registri di carico e scarico, irregolarità nei documenti di accompagnamento, violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione o nel sistema di chiusura di vini, sia generici, che a denominazione d'origine.
Stringendo il focus sui solo vini Dop e Igp, i controlli totoali sono stati 8.645, con 4.419 operatori controllati, di cui il 23,9% irregolari, e 8.265 prodotti controllati, con il 16,3% con qualche irregolarità, comprese quelle documentali e di etichettatura. Interessante anche la lettura delle iniziative intraprese dall'Icqrf, anche a livello internazionale, sulle frodi al made in Italy via web, tra il 2015 ed il 2019: si parla di ben 3.276 interventi. Con il Prosecco, suo malgrado, assoluto primatista: ben 989 hanno avuto per oggetto il più famoso degli spumanti italiani, 437 il Parmigiano Reggiano, 283 i famigerati wine kit, 183 il Prosciutto di Parma e 176 l'Amarone della Valpolicella. Tra i vini più colpiti dalle frodi on line anche l'Asti, il Montepulciano d'Abruzzo, il Nero d'Avola, il Barolo ed il Chianti."I risultati operativi contenuti nel report confermano l'efficienza, la qualità del lavoro e la passione con cui costantemente le donne e gli uomini dell'Icqrf tutelano le produzioni agroalimentari italiane, il lavoro di milioni di produttori italiani e i cittadini", ha sottolineato la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.
"Ringrazio l'Icqrf per l'impegno quotidiano a salvaguardia del made in Italy autentico. Abbiamo un sistema di controlli tra i migliori al mondo e in questo è fondamentale l'incessante lavoro della nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità. Per sostenere sulle nostre tavole e sui mercati internazionali il made in Italy, la qualità dei nostri prodotti e del nostro agroalimentare, la sicurezza e la tutela dell'ambiente, l'alleanza con i consumatori è essenziale. Dobbiamo continuare a contrastare su tutti i versanti l'illegalità, la contraffazione e i furti di identità, per sostenere e valorizzare sempre più le nostre Dop, Igp e Stg, in Italia, all'Estero e sul web, e impedire che sugli scaffali dei negozi e sulle tavole dei consumatori, in Italia e dovunque, arrivino prodotti contraffatti e nocivi per la salute invece che riconosciuti e riconoscibili, grazie alla corretta etichettatura e tracciabilità", ha concluso Teresa Bellanova.