Wine News26 febbraio 2019

Vino, nel 2022 l'Italia sarà il primo mercato mondiale per il consumo di bollicine

Capire come evolverà un settore, o almeno provarci, è fondamentale per pianificare strategie produttive e di mercato. E il vino non fa eccezione. E nonostante il comparto di Bacco a livello italiano e mondiale goda di buona salute, le prospettive, almeno nei prossimi tre anni, sono di una sostanziale stabilità a livello di consumi complessivi. Emerge dall'ultima analisi di International Wine & Spirits Research, secondo cui a frenare la crescita dei consumi di alcolici in generale è la crescente attenzione non solo alla moderazione e al bere consapevole, ma anche alla completa astinenza, magari solo per alcuni periodi, soprattutto da parte dei Millennials. Una tendenza, su tutte, immortala il momento: in una città come Londra, sostiene l'Iwsr, aumenta il numero di club dedicati al tema della salute, mentre diminuisce il numero dei pub, icona della vita sociale della City. In ogni caso, venendo al vino, da qui al 2020 si crescerà, ma in maniera diversa per i vini fermi e per gli spumanti. Nel primo caso, i consumi aumenteranno di 35 milioni di casse da 9 litri, arrivando a quota 2,4 miliardi di casse. Alla crescita dei consumi nelle Americhe, nell'area Cis, formata dalla Russia e da altre repubbliche ex-sovietiche, sarà di fatto annullata dal calo dei consumi previsto nei Paesi produttori (e consumatori) storici d'Europa, ed il risultato sarà una crescita aggregata di appena lo 0,3%. Stati Uniti, Russia e Brasile sono indicati come Paesi chiave per la crescita, insieme ad alcuni Paesi dell'Africa, come l'Angola. Diverso l'andamento del mercato degli spumanti, che parte però da numeri completamente diversi. La crescita, da qui al 2022, sarà dell'1,6% all'anno, per arrivare a 283 milioni di casse nei prossimi tre anni. E l'Italia, in questo senso, sarà assoluta protagonista. Non solo perchè il Prosecco varrà da solo la metà di questa crescita, stimata, nel complesso, in 21 milioni di casse di spumante in più, e che sarà trainata proprio dal Belpaese, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Ma anche perchè, nel 2022, secondo le previsioni dell'Iwsr, l'Italia sarà il primo mercato al mondo per consumi di bollicine, superando anche la Germania, che attualmente detiene lo scettro.