Wine News24 luglio 2019

Usa, i consumi di vino crescono con il freno a mano tirato: +0,3% nel 2019

Il mercato del vino in Usa (primo sbocco straniero del vino italiano) continuerà a crescere, specie grazie alle etichette premium, ma i consumi sono destinati ad un aumento, a volume, del solo 0,3%, a quota 330 milioni di casse (2,97 miliardi di litri), con un calo dei consumi pro capite per il terzo anno consecutivo, ed i consumatori Usa che tornano a convertirsi a whisky, cocktail e bevande alternative. È la fotografia del panorama che si va delineando Oltreoceano, scattata dal "The U.S. Wine Market: Shanken's Impact Databank Review & Forecast" 2019, che racconta le piccole e grandi rivoluzioni in atto su quello che è, di gran lunga, il primo mercato al mondo per consumi enoici.
Così ad esempio, per la prima volta in più di trent'anni, nel 2018 i blend della California hanno superato i monovarietali, specie a causa del boom dei rosati e dei rossi da uvaggio. A segnare il passo, sono stati proprio gli storici campioni della produzione Usa, come lo Chardonnay, il Moscato ed il Merlot, mentre tra i vini importati i blend crescono, per il quarto anno consecutivo, del +3,7%, mentre il rosé, guidato dalle spedizioni della Provenza, mette a segno un balzo del 33,5% sul 2017.
Tra le diverse fasce di prezzo dell'imbottigliato, fanno bene i premium-plus, ossia i vini venduti allo scaffale a 10 dollari o più a bottiglia, in crescita del 5%, e che oggi rappresentano, a valore, poco meno della metà del mercato dei vini da tavola, mentre all'inizio del decennio valevano una quota di appena il 18%. Guardando al futuro, il mercato del vino Usa dovrebbe raggiungere i 331 milioni di casse consumate nel 2020, e secondo i dati di Impact Databank, la crescita, seppur lenta, continuerà fino al 2025, quando si prevede che il consumo totale ammonterà a 332,5 milioni di casse, per un tasso di crescita nel periodo, quindi, di appena lo 0,1% annuo.