Wine News14 febbraio 2018

La riscossa della Barbera d'Asti e dei vini del Monferrato: cresce l'imbottigliato, ma anche la remunerazione di uve e sfusi, e tornano a crescere anche gli ettari vitati. Il 2017 "letto" a WineNews dal presidente Filippo Mobrici

Il 2017 potrebbe essere ricordato come un anno di svolta per il territorio astigiano del vino ed in particolare per il mondo Barbera, che ha visto crescere i volumi imbottigliati del complesso delle denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, ma anche quotazioni di uve, vini sfusi e terreni vitati, con gli ettari che, dopo anni di erosione, tornano a crescere, seppur di poco. È la "lettura" del territorio di Filippo Mobrici, presidente del Consorzio, che ha realizzato un report sullo stato dell'arte, nell'incontro sui "Paesaggi della Barbera d'Asti e dei vini del Monferrato: da patrimonio vitivinicolo a brand". Da cui emerge che, nel 2017, è cresciuto del 6,3% il numero di bottiglie di Barbera d'Asti, superando i 21 milioni di bottiglie. Dato che spicca tanto più in una vendemmia scarsa, come nel resto d'Italia (-17,2%), ma di buona qualità per il territorio, almeno secondo le stime di un consorzio che tutela 12 denominazioni, (10 Doc, 2 Docg oltre alla Docg Nizza, in attesa di riconoscimento definitivo).
Dai dati raccolti emerge che, nel 2017, sono uscite dalle cantine 2.287.193 bottiglie in più delle 12 denominazioni tutelate (+3,6%), a fronte di un calo della produzione complessiva in vendemmia (-17,2%). Le cantine imbottigliatrici sono 530, delle quali ben 360 nell'Astigiano. Le vendite raggiungono l'Italia e l'estero, dirette soprattutto verso Gran Bretagna, Paesi scandinavi e Germania (60%), i principali di riferimento. Il 30% va in America (con prevalenza di Canada e Stati Uniti), 9% in Asia, il 5% in Russia.
Tra le performance migliori registrate nel 2017 delle varie tipologie di Barbera d'Asti, c'è quella della Barbera d'Asti Docg Superiore (+16%), della tipologia Nizza (+17,2%) con una produzione di 369.861 bottiglie (erano 315.472 nel 2016) e del Piemonte Barbera (+5%; 20.259.944 bottiglie prodotte). Un'altra docg che sta andando bene è il Ruchè di Castagnole Monferrato: 834.757 bottiglie (6.260,68 ettolitri), che fanno registrare un +7,6% rispetto al 2016.
Nel 2017, l'imbottigliato complessivo delle denominazione tutelate dal Consorzio è stato di 499.404,30 ettolitri (66.587.240 bottiglie rapportate a 0,75 litri), mentre la produzione dell'ultima vendemmia riferita alle produzioni tutelate si attesta a 492.895 ettolitri (www.viniastimonferrato.it). "Sono numeri che ci dicono che stiamo lavorando nella direzione giusta" commenta Mobrici a WineNews, a suggello di un 2017 in cui il Consorzio, tra fondi Ocm Vino, Psr e Camere di Commercio ha investito oltre 6 milioni di euro tra estero e Italia, in gran parte in promozione.
"Ma oltre ai numeri, quello che ci conforta di più è che tocchiamo con mano una percezione che sta aumentato sul fronte della qualità, soprattutto per il mondo Barbera. Ce lo dice la critica, ma anche i valori. La remunerazione delle uve è stata migliore: per la Barbera d'Asti, che è la base della denominazione - dice Mobrici - si parla di 100-110 euro a quintale, per il vino sfuso si parla di 150-160 euro a quintale, con punte di 200 per le selezioni migliori, e questo anche grazie all'interesse suscitato dal Nizza, che ha aiutato molto a far ricordare che questo territorio è storicamente vocato alla grande qualità, nel suo complesso. Sono Dati incoraggianti, se si considera che mediamente, 4 anni fa, eri fortunato se la Barbera d'Asti si vendeva sui 90 centesimi al litro. E ancora, altro dato interessante, è che il vigneto astigiano, soprattutto a Barbera, non è più in perdita, come è stato fino al 2014, anzi, è tornato a crescere, seppur di poco, ma è un'inversione di tendenza importante, vuol dire che si è tornati ad investire e a credere in questo territorio. Potremmo dire che il 2017 è l'anno che certifica la riscossa dell'Astigiano e del Monferrato, e vuol dire che quello che insieme stanno facendo Consorzio, istituzioni e produttori sta funzionando, e vogliamo andare avanti su questa strada".

Focus - Barbera d'Asti e i vini del Monferrato in cifre
La Barbera d'Asti docg è coltivabile in 167 Comuni del Piemonte: 116 si trovano in provincia di Asti e 51 in provincia di Alessandria. La superficie vitata del Piemonte Barbera doc, invece, è più estesa e abbraccia 351 Comuni: 116 in provincia di Asti, 141 in provincia di Alessandria e 94 in Provincia di Cuneo.
Le 12 denominazioni piemontesi tutelate e promosse dal Consorzio sono Albugnano, Barbera d'Asti, Cortese dell'Alto Monferrato, Dolcetto d'Asti, Freisa d'Asti, Grignolino d'Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo don Bosco, Monferrato, Piemonte, Ruchè di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri. Nizza docg è la tredicesima, in attesa di riconoscimento dal ministero. La maggior parte si trovano nell'Astigiano. Nel 2017 erano 11.006 gli ettari complessivi potenziali idonei all'uso della denominazione, dei quali il 73,4% (8.077 ettari) in provincia di Asti, 2.773 ettari in provincia di Alessandria e 138 in provincia di Cuneo.
"Grazie agli 11mila ettari di vigneti coltivati nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo, idonei alle denominazioni che tuteliamo e promuoviamo - ha affermato il presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici - rappresentiamo il più grande Consorzio di riferimento del Piemonte".

Focus - Confronto superfici vitate tutelate dal Consorzio
Uno sguardo al vigneto astigiano, comparato alla superficie vitata del Piemonte nel 2017 e alle principali tipologie di uve coltivate, restituisce il seguente quadro d'insieme (fonte Regione Piemonte). Il totale della superficie vitata della Regione Piemonte è di 44.511 ettari, dei quali 40.469 idonei a denominazione d'origine. Di questi ultimi, ben 13.648 ettari (33,7%) si trovano in provincia di Asti. Scorporando il dato, 8.077 ettari si riferiscono alle denominazioni tutelate dal Consorzio (4.613 di Barbera d'Asti); 4.299 ettari sono le superfici idonee destinabili alla produzione di Asti docg; 468 a Brachetto d'Acqui. La restante parte appartiene alle altre denominazioni astigiane (804 ettari).
Crescono, nel complesso, gli ettari delle denominazioni tutelate dal Consorzio anche in provincia di Alessandria: + 15,9% (+380 ettari ). Aumentati i filari coltivati a Barbera d'Asti (+52 ettari dal 2011 al 2017).