Wine News08 ottobre 2019

Fine wine, l'Italia vola nel 2019: +5,15% per l'Italy 100, nei primi 9 mesi dell'anno, sul Liv-Ex

Con un consistente +5,15% da inizio anno, l'Italy 100, l'indice dedicato ai fine wine del Belpaese, conferma la solidità della crescita delle etichette più prestigiose del Belpaese, monitorate dal benckmark del mercato secondario Liv-Ex, con l'indice formato dalle più recenti annata fisiche di Sassicaia, Masseto, Solaia (Antinori), Tignanello (Antinori), Ornellaia, Barbaresco di Gaja, Barolo Monfortino Riserva e Barolo Cascina Francia di Giacomo Conterno, Guado al Tasso (Antinori) e Redigaffi di Tua Rita, che si conferma anche il più performante in assoluto nel 2019, che vede in calo tutti gli altri indici, al Bordeaux 500 (-0,7%) al Bordeaux Legends (-1,67%), dal Burgundy 150 (-2,31%) al Rest of the World 50 (-0,52%), con l'unica altra voce in crescita, oltre a quella italiana, rappresentata dallo Champagne 50 (+2,49%). Dati aggiornati alla chiusura di settembre 2019, mese che per la verità ha visto l'Italy 100 sostanzialmente piatto (+0,17%), ed un vero e proprio exploit del Burgundy 150, che ha segnato una crescita del 2,5%. Ma per l'Italia c'è anche un altro piccolo primato: in un Liv-Ex 100, l'indice di riferimento della piattaforma che monitora l'andamento dei prezzi dei vini da collezione più ricercati in assoluto, (dove l'Italia è più presente che in passato, con Masseto 2014 e 2015, Ornellaia 2013 e 2015, Sassicaia 2014, 2015 e 2016, Tignanello 2015 e 2016, Solaia 2015, Barolo Monfortino Riserva 2010 di Giacomo Conterno, Barolo 2014 di Bartolo Mascarello, Barolo Villero 2013 Brovia e Sperss 2013 di Gaja), il best performer, in termine di incremento di prezzo, è il Sassicaia 2015, cresciuto del +5,2% tra agosto e settembre, davanti a Pavie 2010 (+5,1%), Leoville Las Cases 2005 (+4%), Ornellaia 2013 (+3,5%) e la Mission Haut Brion 2009 (+3,4%).