Wine News18 ottobre 2019

Ecco il "Club dei Ceos", i vertici di realtà top d'Italia, Francia, Spagna, Germania e Portogallo

Sostenibilità, rapporto tra vino e salute, consumo responsabile, campagne anti-alcol, dazi Usa e accordi di libero scambio: sono gli argomenti al centro della prima riunione dei big del vino europeo, ovvero il "Club dei Ceos", nato da un'idea di Domenico Zonin, vicepresidente del Ceev-Comité Européen des Entreprises Vins e del gruppo Zonin1821, che ha messo intorno ad un tavolo, nella cantina Torres in Spagna, tra le più importanti al mondo, i vertici di 27 delle più importanti realtà del vino d'europa, in quello che, in una sorta di "Davos" itinerante del vino che avrà cadenza annuale, e che, nel 2020, sarà di scena in Portogallo.
A rappresentare il Belpaese, oltre a Zonin, sono stati Lamberto Frescobaldi, presidente Frescobaldi, Sandro Sartor, ad Ruffino, Daniele Simone, ceo Schenk Italia Wineries, Piero Mastroberandino, Sandro Boscaini, presidente Masi Agricola, Luigi Bersano, export manager MGM Mondo del Vino, Alessandro Botter, alla guida di Botter, e Federico Terenzi, proprietario delle cantine Terenzi,
insieme ai vertici di realtà francesi come Moet & Chandon, Vins Gerard Bertrand, M. Chapoutier, Lorgerli e Vranken-Pommery, spagnole come Torres, Cordonìu, Zamora e Perelada & Chivite, portoghesi come Bacalhoa, Avelada, Josè Maria da Fonseca, Sogrape e Symington Family Estates, e tedesche come Jacques' Wein-Dep, Sektmanufaktur Schloss Vaux e Rotkäppchen-Mumm.
"Abbiamo deciso di organizzare il meeting del Club of Ceos come un'opportunità per i leader delle aziende vinicole dell'Unione Europea di riunirsi ogni anno, per discutere tra loro le principali questioni in gioco per il nostro settore e modellare la strategia a lungo termine della Ceev" ha spiegato il presidente Ceev, Jean-Marie Barillère.
"Il primo esperimento è ben riuscito - commenta Domenico Zonin - e sono stati analizzati argomenti al centro dell'agenda del Ceev a Bruxelles. Un fatto molto positivo perché, in tal modo, l'attività di lobby del Comité Vins si arricchisce del punto di vista diretto degli amministratori delle stesse imprese, i quali, a loro volta, avvicinano le proprie sensibilità alle problematiche in discussione sui tavoli politici dell'Unione Europea. La necessità di risolvere problemi che vanno al di là e che stanno al di sopra degli aspetti legati alla rispettiva competitività sui mercati ci ha fatto sentire sempre più come passeggeri di una stessa nave".
"Siamo agli inizi di un percorso - aggiunge Lamberto Frescobaldi, presidente Frescobaldi e vicepresidente vicario Uiv - e dobbiamo affinare le posizioni, dialogando a fondo su diversi aspetti come, ad esempio, l'esigenza di distinguere vino e alcol per fornire ai consumatori informazioni chiare e precise. Durante questa prima riunione si è notata una grande capacità di guardare oltre il semplice recinto aziendale e di considerare il mercato nella sua complessità, come è accaduto discutendo dei dazi negli Stati Uniti, nei confronti dei quali, nonostante il diverso trattamento subito dall'Italia rispetto agli altri Paesi europei, la necessità di condividere una strategia comune ha prevalso su egoismi o rivalse nazionali. Uno spirito europeo non scontato e che ha fatto molto bene al clima generale del confronto".
"È stata una delle prime volte in cui questi argomenti - chiosa Sandro Sartor, presidente Ruffino e vicepresidente Uiv -, come quelli del rapporto tra vino e salute, del consumo responsabile e della battaglia nei confronti delle campagne anti-alcol, sono stati messi al centro della discussione, nella consapevolezza, da parte dei grandi manager del vino europeo, che quella che si sta preparando sia una battaglia importante per il futuro dello stesso mercato vinicolo. Continuano ad arrivare attacchi al mondo del vino perché il comparto non ha ancora sbrogliato la matassa relativa all'etichettatura e questa è una situazione che dovremo affrontare con determinazione lungo un percorso dove ancora i diversi Paesi non viaggiano alla stessa velocità. Per questo motivo, quelli più coraggiosi, come l'Italia, devono tracciare e anticipare la strada, facendosi avanti e mostrandosi proattivi rispetto a questo problema".