Wine News18 aprile 2019

Dop e Igp abitualmente nel carrello del 20% degli italiani: ricerca Nomisma per Veronafiere

I prodotti Dop e Igp sono un architrave qualitativo ed economico dell'agroalimentare made in Italy: 299 tra Dop, Igp ed Stg, il 21% di tutti quelli Ue, che muovono 7 miliardi di euro di valore alla produzione, 3,5 all'export, grazie al lavoro di oltre 80.000 aziende agricole e 8.000 trasformatori votati alla qualità. E se in Italia, in media, il 20% della popolazione è un "frequent user" di prodotti a Denominazione Protetta o Indicazione Geografica (con una particolare attenzione da parte di "salutisti" di chi ha figli piccoli, ndr), a consumarne di più, in maniera frequente, in Italia, sono soprattutto le donne (22%, contro il 18% degli uomini), over 45 anni 23%, contro il 17% degli under 45), e con un titolo di studio elevato (21%). A dirlo una ricerca di Nomisma per Veronafiere, che evidenzia anche come, tra il 2010 ed il 2017, il valore al consumo di questi prodotti sia quasi raddoppiato, passando dagli 8,2 miliardi di euro del 2010 ai 14,7 del 2017 (+79%), con una dinamica simile per le esportazioni, cresciute dell'84%.
A fare la parte del leone, nel Belpaese, sono soprattutto i formaggi, che valgono più della metà del giro d'affari, 7,6 miliardi di euro (+86% tra il 2010 ed i 2017), davanti a salumi e carni trasformate a 4,6 miliardi di euro (+42%), mentre l'ortofrutta vale 825 milioni di euro (+70%), e l'Olio Extra Vergine di Oliva 115 milioni di euro (+77%).
In particolare, proprio sull'olio di oliva, emerge che 9 italiani su 10 lo consumano, e 2 su 3 lo comprano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all'origine ancor prima del brand e del prezzo. In questo contesto, l'analisi del profilo di chi acquista olio di qualità Dop e Igp restituisce l'identikit di un uomo, over 45 anni, con posizione lavorativa stabile ed economicamente sicura, laureato o con un altro titolo di studio elevato.
Ma dall'indagine, si conferma anche il ruolo del vino e del cibo di qualità come primo ambasciatore del made in Italy nel mondo, con il settore che è il più rappresentativo dell'Italia secondo il 40% dei consumatori di mercati come Regno Unito, Cina ed Emirati Arabi Uniti, ancor più della moda, delle auto e del design, con il food & beverage italiano che richiama innanzitutto il concetto di "qualità" per circa un quarto dei consumatori stranieri, che, pensando al nostro cibo, evocano anche immagini come "tradizione/cultura", "salute" e "stile".