Wine News24 gennaio 2018

Coltivare il mercato italiano, di gran lunga il n. 1 (l'80% del fatturato complessivo di 90 milioni di euro), ed investire sull'export, soprattutto in Usa: il futuro dell'Istituto Trentodoc, che ha confermato Enrico Zanoni alla presidenza

Coltivare la crescita del mercato italiano, che rimane di gran lunga il più importante (l'80% degli 8 milioni di bottiglie vendute, per un fatturato complessivo di 90 milioni di euro), ma investire anche sui mercati stranieri, Stati Uniti in testa, per dare continuità alle azioni intraprese negli ultimi anni: ecco, in estrema sintesi, i due binari principali su cui si muoverà nell'immediato futuro l'Istituto Trentodoc (www.trentodoc.com/it/), la realtà che guida la promozione delle "bollicine di montagna", una delle più apprezzate espressioni del metodo classico made in Italy, la cui assemblea a riconfermato alla presidenza, per i prossimi tre anni, Enrico Zanoni (dg Cavit), insieme alla maggioranza del cda uscente, con Carlo Moser (vicepresidente), Lucia Letrari (Letrari), Matteo Lunelli (Ferrari), Fabio Maccari (Mezzacorona) e Andrea Pisoni (Pisoni), in cui entrano Massimo Benetello(Cesarini Sforza), Roberta Giuriali (Maso Martis) e Federico Simoni (Cantine Monfort). Un mix di piccole cantine, grandi realtà e cooperative, che riflettono la struttura del mondo produttivo della spumantistica (e non solo) trentina, con l'Istituto che oggi mette insieme 49 case produttori.
"Il comparto Trentodoc è in costante crescita, sia come vendite che come numero di associati. Nei prossimi anni ci attendono - afferma Enrico Zanoni - nuove sfide che affrontiamo con un gruppo di produttori compatto ed un vino, il Trentodoc, che ha nel territorio trentino la sua forza e distintività. Ringrazio per la fiducia che i soci hanno riposto nel consiglio e nella mia persona". "Nei prossimi anni, verranno rafforzate le attività in Italia - afferma Sabrina Schench, responsabile del TrentoDoc - e si continueranno le azioni negli Usa, attraverso il Progetto Ocm".