Home |
Categorie:
Scegli categoria

03 novembre 2020

José Rallo (Donnafugata): “L’Italia del vino punti su qualità, appeal, promozione”

Prendere nota di tre notizie importanti sul calendario per il 2021, prego. “La partnership con Dolce & Gabbana proseguirà con vini realizzati in altre zone della Sicilia; a gennaio presenteremo un nuovo prodotto; saremo a Vinitaly, che quest’anno ci è mancato moltissimo, con delle novità”.
Una raggiante José Rallo, amministratore delegato di Donnafugata, cala il tris durante la Diretta Instagram di Vinitaly e racconta l’evoluzione di un’azienda simbolo della Sicilia come appunto Donnafugata. Un nome che, forse non tutti sanno, è legato al romanzo di Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, altro profondissimo emblema con la Sicilia, terra ricchissima di risorse e di biodiversità anche nel mondo dei vigneti. Lo sa bene Donnafugata, che accanto ai vigneti internazionali, fra i primi ad essere vinificati, oggi sviluppa nelle varie aziende situate nella regione anche vitigni locali come Nerello Mascalese, Nero d’Avola, Catarratto, tutti allevati con una forte attenzione alla sostenibilità.
“Nei vigneti aziendali non facciamo uso di diserbanti e concimi chimici – specifica José Rallo -. Abbiamo ridotto al minimo l’utilizzo di agrofarmaci, grazie a tecniche di lotta integrata. Inoltre, dal 2011 Donnafugata calcola la Carbon Footprint dei vini di Contessa Entellina e Pantelleria, lungo l’intero ciclo produttivo, dal vigneto all’imbottigliamento. Nel 2017 le emissioni di CO2 risultano diminuite del 10%, grazie ad alcune scelte quali l’adozione di bottiglie di vetro più leggere e con tappo a vite e l’uso di tappi Select Bio a zero emissioni di CO2, realizzati con materiali derivati dalla canna da zucchero e interamente riciclabili. Nel 2019, nelle cantine storiche di Marsala, abbiamo avviato lo studio della Water Footprint per le attività di vinificazione ed imbottigliamento allo scopo valutare e ridurre la propria impronta idrica”.
Attenzione al territorio e all’impatto ambientale procedono di pari passo alla ricerca di elevati standard qualitativi, riconosciuti peraltro dai mercati (il 30% va all’export).
“Donnafugata opera in modo sartoriale e i vini sono considerati impronte dei territori”, spiega Rallo, cooptata all’inizio di ottobre nel consiglio di amministrazione di Ice Agenzia, l’Istituto per il Commercio estero, su proposta del ministro per gli Affari Esteri.
“L’Italia può contare su asset strategici per l’export, come la biodiversità, la qualità, l’artigianalità delle produzioni, che sono il tratto distintivo di un Made in Italy agroalimentare sostenibile – commenta – ed è su queste basi che deve svilupparsi l’impegno ad esportare”.
Vi sono leve strategiche da attivare, secondo l’imprenditrice: “Leve di qualità, come la ricerca per la valorizzazione della biodiversità e per una viticoltura sempre più eco-sostenibile; leve di appeal per valorizzare i territori unici del vino italiano; leve di promozione, attraverso il lavoro di squadra delle associazioni e delle istituzioni del vino di qualità, da Assovini al Consorzio Sicilia Doc, passando naturalmente per il Vinitaly”.
Molto attenta alla comunicazione in tutte le sue forme, José Rallo descrive anche la crescita dei social media come strumento per dialogare con consumatori più giovani e attivi sulle piattaforme di e-commerce, tanto che i volumi di vendita durante il periodo di confinamento sono cresciuti molto sul canale online.
Come sarà il vino del futuro? “Sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità, perché ci troveremo di fronte a consumatori sempre più preparati”.