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30 settembre 2020

Silvia Raffa: «In Usa Pinot Grigio e Prosecco i vini più richiesti»

Il vino e il Covid-19 negli Stati Uniti. Come sono cambiate le vendite? Quali prospettive ci sono per i produttori italiani? Con l’Horeca in questa fase in difficoltà, vi sono spazi di crescita sul canale online?
Abbiamo intervistato Silvia Raffa, managing director dell’Italian American Chamber of Commerce di Chicago, la Camera di Commercio italo americana, con la quale Vinitaly ha un rapporto consolidato per promuovere la presenza del vino italiano negli Stati Uniti, uno dei principali mercati mondiali, che ha – per le dimensioni e la vitalità – ancora margini di crescita per il Made in Italy enoico e agroalimentare.
Le dinamiche di consumo e, di conseguenza, di approccio al grande mercato Usa sono cambiate in conseguenza del lockdown e del Covid-19, e i produttori di vino, i consorzi e le aziende che esportano negli Stati Uniti hanno la necessità di orientarsi. Per questo Vinitaly e la Camera di Commercio italo americana hanno organizzato un secondo webinar di approfondimento in programma per mercoledì 14 ottobre alle ore 16 (per l’Italia) al quale parteciperanno Giovanni Mantovani (direttore generale di Veronafiere), Silvia Raffa e William A. Terlato, importatore, commerciante e viticoltore, leader nel segmento dei vini di lusso e punto di riferimento per l’import di prestigiosi marchi internazionali.

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Dottoressa Raffa, il lockdown ha cambiato la modalità di acquisto e consumo del vino?
“Gli Stati Uniti sono probabilmente il Paese che più sta risentendo l’emergenza Covid. Ad oggi molte attività commerciali non sono ancora totalmente riaperte e il clima di incertezza rende particolarmente complicato ogni tipo di interazione. I dati Nielsen relativi alle settimane che vanno da metà maggio al 20 giugno scorso danno l’idea di un forte incremento delle vendite nel canale off premise.
Le prime settimane hanno registrato un’esplosione delle vendite di vino da tavola, sotto i 10 dollari a bottiglia, con incrementi tra il 23% ed il 31% nelle settimane prese in considerazione. Tra i paesi stranieri, l’Italia guida la crescita, seguita da Nuova Zelanda e Portogallo”.
Quali tipologie di vini sono preferite e quali hanno visto una diminuzione nelle vendite? C’è stato un riassestamento dei prezzi?
“Essendosi spostata l’asse delle vendite tutta sul canale off premise le tipologie più richieste sono state quelle maggiormente conosciute: Pinot Grigio e Prosecco.
La buona notizia, che emerge da un’attenta analisi dei dati di vendita nelle più grosse catene, è che il protrarsi delle misure contenitive relative al Covid ha iniziato, nei mesi di giugno, a far aumentare anche le vendite dei vini nella fascia da 20 a 40 dollari”.
Attraverso quali canali si informa il consumatore? Sono cambiati dopo il lockdown?
“Il canale che ha sempre aiutato la promozione del vino italiano è certamente quello della ristorazione. L’essere di gran lunga la prima cucina etnica del paese è stato, per le cantine italiane, il punto di partenza e di forza per informare i consumatori.
L’incertezza sul futuro, chiaramente, si riverbera sulle azioni promozionali, che in questo momento sono quasi dappertutto in stand-by.
Infatti, se la ristorazione è quasi totalmente azzerata, dal lato della grande distribuzione le catene di supermercati si trovano a gestire delle problematiche nuove e non sono in questi giorni particolarmente disponibili a lavorare all’inserimento di nuovi prodotti”.
Che cosa cerca il consumatore americano nel vino italiano? È necessario comunicare la qualità, la biodiversità del vino italiano attraverso nuove formule o nuovi canali?
“È sempre difficile, in un momento come questo identificare quale sarà la reazione del mercato nei prossimi mesi. Le variabili in discussione sono troppe. Probabilmente, in questo momento, la cosa più importante è cercare di mantenere il contatto con i propri canali distributivi cercando di adeguare gli sforzi alle diverse realtà del Paese”.
Hotel, ristoranti, enoteche stanno ridisegnando la carta dei vini? E le piattaforme di e-commerce stanno ampliando l’offerta? Quali opportunità ci sono per i vini italiani? Per quali tipologie, in particolare?
“In questo momento hotel e ristoranti stanno contraendo le loro liste, cercando di smaltire il più possibile le loro riserve.
Al contrario, i canali di e-commerce sono uno strumento particolarmente interessante. L’e-commerce è abbastanza articolato ed è possibile trovare prodotti base, ma non solo. È infatti possibile lavorare anche con prodotti di nicchia, soprattutto con i Club del vino, che si stanno diffondendo a grande velocità”.