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16 settembre 2020

Camilla Lunelli: così raccontiamo i nostri vini nel mondo

“Nel 2007 ho rischiato di partorire a Vinitaly. Il termine era di qualche settimana più avanti, ma ho vissuto quell’edizione con la solita intensità, che se fosse nato il mio primo figlio…”. Di ricordi personali legati al business, agli incontri con vip e operatori del settore, chiunque abbia partecipato alla più grande rassegna internazionale del vino può averne a centinaia. Ma quello che racconta Camilla Lunelli, Direttore della comunicazione di Cantine Ferrari, nel corso della diretta Instagram sul canale ufficiale di Vinitaly, è davvero singolare e ricco di umanità, con gli occhi che brillano come solo quelli di una mamma. “E poi – aggiunge – per un Lunelli venire al mondo durante il Vinitaly sarebbe stato un segno inequivocabile”.
Un predestinato, ci verrebbe da dire, visto che il Gruppo Lunelli – dove la famiglia è immersa nel lavoro e ciascuno ha un ruolo ben definito - è un impero formato da bollicine Trentodoc, Prosecco superiore Bisol1542, vini tranquilli delle Tenute Lunelli in Trentino (Margon), Toscana (Podernovo) e Umbria (Castelbuono, la cui cantina, “Il Carapace” è stata disegnata da Arnaldo Pomodoro), acqua minerale Surgiva, grappa Segnana e la Locanda Margon, “costituito a partire dagli anni Ottanta con il desiderio di creare un Gruppo dell’eccellenza del bere italiano”.
A partire dalle acque minerali, che per chi produce grandi vini è sicuramente un percorso semi-onirico, quasi un testacoda, secondo le logiche di quanti, come ricorda Camilla Lunelli, “sostengono come si dice nel nostro mondo, che l’acqua fa la ruggine”. Già, impossibile andare contro i luoghi comuni, ma sarebbe altrettanto miope ipotizzare che si possa vivere senz’acqua. E poi, puntualizza di nuovo Camilla Lunelli – donna di grande fascino – “da molti anni Surgiva è l’acqua ufficiale di Vinitaly”. Ecco, tutto torna e tutto ruota intorno a quella che si conferma essere la più grande vetrina del vino italiano nel mondo.
Nell’ottica non solo della diversificazione, come si diceva, si inserisce anche il percorso fra le vette della ristorazione, con la Locanda Margon. “Abbiamo voluto creare un ristorante suggestivo, che offrisse l’occasione di declinare i nostri vini a tutto pasto – spiega Lunelli – perché ancora oggi qualcuno è poco abituato a pensare alle bollicine come a un accompagnamento per tutta la durata della tavola e le collega istintivamente solo al momento delle feste”. Ristorazione come strumento di comunicazione e sperimentazione, dunque.
La Diretta Instagram è anche l’occasione di fare il punto della situazione sulla vendemmia. “Nessun problema di manodopera – dice – e grandissimi risultati in campo, che ci lasciano presagire che avremo in cantina vini importanti”.
Ancora un tema di cronaca, con una soluzione di impatto per risollevare il comparto colpito dal Covid-19 e dal calo delle vendite, dopo la chiusura e il rallentamento dell’Horeca. “Dovremmo fare sistema e promuovere l’immagine del Made in Italy nel suo complesso, in maniera aggregata, perché non esiste solo il vino, ma l’agroalimentare, la moda, il design e quello che sono l’Arte di Vivere Italiana e che costituiscono la forza del Paese”, suggerisce Camilla Lunelli.
Per lei, che si occupa di comunicazione e relazioni esterne, il futuro è “social”. “È diventato un canale privilegiato e imprescindibile per dialogare con il pubblico e gli appassionati – afferma -, con il vantaggio che la modalità social ci permette di avere feedback, indicazioni e suggerimenti molto utili per l’azienda”.
Saper raccontare il proprio vino è fondamentale, tanto in Italia quanto sui mercati internazionali. E ogni paese ha un proprio modus operandi. “In Giappone abbiamo a che fare con sommelier preparatissimi, molto incuriositi dai dettagli e dalle note tecniche – rivela Camilla Lunelli -. In Germania l’approccio è differente, perché per loro l’Italia è anche il luogo delle vacanze e la comunicazione del vino non può essere disgiunta dagli aspetti del turismo”.
Abbiamo aperto con una nota inedita e assolutamente personale, chiudiamo con un altro elemento che fa parte del mondo “extra-vino” di Camilla Lunelli, che abbraccia la sua attività di volontariato, ricca di esperienze toccanti in Africa e che ora si concretizza con l’impegno nel direttivo della Onlus Save the Children Italia.