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21 luglio 2020

L’Antica Bottega del Vino di Verona guarda al futuro con ottimismo

“Ci aspettiamo un futuro meraviglioso, perché la gente non si stancherà mai di bere vino, parte integrante della nostra cultura, non solo di noi italiani. Il vino non può mancare sulle nostre tavole per la nostra convivialità”.

Parola di Luca Nicolis, che si definisce semplicemente “oste”, ma è di fatto il gran sacerdote dell’Antica Bottega del Vino, uno dei locali storici d’Italia con 130 anni di vita alle spalle e appena due stop forzati: durante la Seconda guerra mondiale e fra marzo e maggio di quest’anno, nella fase di lockdown imposta per il Covid-19.

Dal 1890 a oggi ha ospitato illustri personaggi, grandi artisti e vip, da Salvador Dalì a Hillary Clinton in versione “First Lady”.

“Il nome Giulietta dell’Alfa Romeo venne deciso qui”, racconta Nicolis, che di aneddoti ne potrebbe scodellare per ore, così come per giorni potrebbe raccontare la storia di molte delle 18.000 bottiglie e 4.200 etichette che riposano nella cantina dell’Antica Bottega del Vino.

Qualche esempio? Difficile scegliere, ma ci si prova. E così, condotti da Nicolis in veste di Virgilio in questa ordinatissima muraglia di nettare di Bacco, ammiriamo “un Cognac francese del 1840, la più antica bottiglia che esponiamo, ma anche un raro formato di 6 litri di Masseto del 2010, dei quali esistono solo cinque esemplari nel mondo”. O, ancora, è particolarmente raro il marsala L’Ora da Re del 1932, apprezzato così tanto da Luigi Veronelli, da fargli appunto esclamare dopo la degustazione: “Ho passato un’ora da re”.

I protagonisti sono i vini e non vi sono limiti alla provenienza. “Da qualsiasi posto del mondo che abbia una vite che produce uva da vino”, è il confine tracciato.

Dopo la fase di lockdown è cambiato l’identikit dell’avventore. “Si è abbassata leggermente l’età media dei clienti, ma non è cambiata la cultura e l’approccio nei confronti del vino”, rassicura Nicolis.

La parola d’ordine è “fiducia”. “Dei clienti verso esercenti, delle autorità nei confronti degli esercenti e soprattutto fiducia in noi stessi, perché è destinato tutto a ripartire”. Ed è il messaggio che “l’oste” della Bottega del Vino invia per contagiare di ottimismo anche i colleghi del club delle enoteche storiche della ristorazione.

L’Antica Bottega del Vino si trova in via Scudo di Francia (perché nella via si trovavano gli uffici del consolato francese, anticamente), una trasversa di via Mazzini, centro dello “struscio” nel cuore del centro storico di Verona. Merita assolutamente una visita. Ma i clienti sono avvertiti: “In Bottega, nulla c’è da bere che non sia spremuto dall’uva. Quindi, la scelta cade fra vino, grappe, Cognac e Bas Armagnac. Niente superalcolici, niente spiriti, miscelati e nemmeno bibite”.