Home |
Categorie:
Scegli categoria

04 agosto 2020

Ian D’Agata racconta W2W Exhibition e l’iniziativa MicroMegaWines International

Ian D’Agata, uno dei critici del vino più influenti a livello mondiale e penna brillante del giornalismo enoico, consulente scientifico di Vinitaly, racconta in un’intervista la nuova iniziativa che troverà spazio all’interno di Wine2Wine Exhibition: una manifestazione, assolutamente inedita targata Veronafiere.

Presentiamolo.

“Come descrivono i responsabili di Vinitaly, quella che andrà in scena a Verona dal 22 al 24 novembre prossimi, unendo sia la presenza fisica delle aziende che i collegamenti digitali, sarà una manifestazione unica, senza precedenti, proprio perché frutto di un’annata imprevista, caratterizzata almeno nel primo semestre dalla pandemia Covid-19. Questo perché, accanto a Wine2Wine Forum, approfondimento sul business del vino nato nel 2014, quest’anno il settore manifestava l’esigenza di una rassegna che celebrasse il vino. Vinitaly è ormai un marchio mondiale che, con il proprio know how, permette a Veronafiere di ampliare un sistema di offerta per il mondo del vino che non può non essere globale”. Tre grandi padiglioni espositivi, con spazi uguali per le aziende espositrici e che vedrà una prevalenza di realtà italiane, ma anche un buon numero di stranieri. All’interno dell’evento, inoltre, saranno allestite enoteche e organizzate degustazioni guidate”.

Una delle grandi novità sarà MicroMegaWines International. Di che cosa si tratta?

“MicroMegaWines International è uno spazio pensato per le piccolissime ma anche grandi aziende, questa volta straniere, che producono altissima qualità ma su scala ridotta, da varietà internazionali come da altre sconosciute ai più e piantate su pochi ettari, quasi estinte. Piccoli vini intesi come volumi produttivi, ma di elevatissima qualità. E mentre alcune realtà aziendali sono molto grandi ma che dedicano una parte della loro produzione a piccole produzioni di vini particolari, molte altre aziende sono davvero piccole e che magari difficilmente avrebbero partecipato a Vinitaly. MicroMega Wines avrebbe dovuto essere una delle novità di Vinitaly 2020, purtroppo posticipato a causa del Covid. Lo proponiamo a W2W Exhibition, ma in salsa internazionale. Non mancherà poi il MicroMegaWines ‘italiano’ al prossimo Vinitaly!”.

Quante aziende parteciperanno per il debutto di MicroMegaWines?

“Saranno presenti non più di 25 aziende, non soltanto dall’Italia, ma anche da Portogallo, Grecia, Stati Uniti, Spagna, Francia. Viviamo in un mondo altamente globalizzato. Lo stesso Vinitaly oggi può contare su una presenza di espositori stranieri per circa il 15 per cento e Veronafiere è una piattaforma internazionale per il vino italiano, ma non solo. E poi la presenza di importanti vini del mondo celebra e, di fatto, eleva, il vino italiano”.

A W2W Exhibition ci saranno all’interno di MicroMega Wines International anche aziende cinesi?

“Molto probabilmente sì e sto lavorando per portarne una. Sarebbe un bel risultato per il vino asiatico”.

Quanto è cresciuta la qualità del vino cinese?

“Moltissimo. Trent’anni fa i prodotti cinesi erano considerati come di scarsa qualità, la Cina era identificata solo come la patria delle produzioni a basso costo, ma oggi non è così. Il vino cinese in futuro sarà al livello dei migliori al mondo. Personalmente adoro la Cina, il mio eroe da giovane oltre a Giulio Cesare era Marco Polo e da studente, in Canada, nella mia classe la metà dei compagni era di origine cinese”.

Uno dei cardini di W2W Exhibition saranno le degustazioni. Può anticipare qualcosa?

“Le degustazioni sono un momento molto importante per il contatto diretto con il vino. Non vorrei dare grandi anticipazioni per non vanificare l’effetto sorpresa, ma posso dire che fra gli ospiti avremo Panos Kakaviatos, critico che scrive per Decanter e The World of Fine Wines e Charles Metcalfe, forse il più importante esperto di vino del Portogallo, con oltre 40 anni di storia nel mondo del vino, editore di molte riviste, capo giudice di grandi competizioni. Siamo molto contenti di riceverlo a Verona, dove normalmente non viene, quindi averlo qui per noi è uno scoop”.

Il 2020 sarà un’annata da collezionare?

“Io direi di sì. Dovrebbe essere una buona annata, almeno allo stato dell’arte, cioè nella prima parte di luglio. Come sa, molto dipenderà ad agosto e settembre. Con l’uva vale questo antico adagio: agosto fa il mosto, e io aggiungerei che è importantissima la fase della vendemmia. Se dovesse piovere ogni giorno cambierebbe la situazione, ma fino ad ora è stata un’annata promettente, con il mese di giugno abbastanza fresco. I vini di questa annata potrebbero essere davvero eleganti e raffinati”.

Indubbiamente sarà un’annata che ha vissuto in primavera il lockdown per il Coronavirus in molte aree del mondo. Potrebbe valere la pena un’etichetta particolare?

“Assolutamente sì, anche se capisco questa possa portare ad avere brutti ricordi. Il Covid-19 è una delle più grandi tragedie dell’umanità, una malattia ingiusta, perché alienante, che non solo ti ammala e può ucciderti, ma che non ti permette di avere gli affetti vicini. Nella nostra generazione non avevamo mai visto qualcosa del genere, e secondo me dovremmo ricordarci di tutto il percorso Covid, dall'inizio alla, speriamo presto, fine, magari grazie anche a una etichetta di vino. Anche perché chi dimentica è condannato a ripetere sempre gli stessi errori”.