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14 dicembre 2020

I segreti del San Leonardo raccontati attraverso i social

“La reputazione della propria azienda non si conquista sui social, ma si consolida attraverso di essi”. L’analisi, efficace per brevità e chiarezza, è del marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga, che nella tenuta trentina a Borghetto all’Adige produce il vino leggendario San Leonardo, emblema dell’eleganza enologica italiana.
Grande utilizzatore dei social, “perché quello che non è raccontato, non esiste, nemmeno nel mondo del vino”, Anselmo Guerrieri Gonzaga – sollecitato durante la diretta Instagram sul canale ufficiale di Vinitaly - dispensa qualche consiglio a quelle aziende vitivinicole che volessero esplorare il mondo dei social network e farne una voce di comunicazione immediata e in grado di dialogare con i millenial e le nuove generazioni.
“Non bisogna eccedere nei post, ma essere costanti nella comunicazione e coerenti: il messaggio che si vuole lanciare deve essere in linea con la filosofia aziendale – suggerisce -. Bisogna raccontare sui social la vita reale, senza finzioni, senza invenzioni, perché non pagano e, anzi, possono trasformarsi in un boomerang”.
Di pari passo bisogna saper valorizzare i vini prodotti, “lavorando sull’identità, con pochi prodotti che caratterizzano l’azienda, e che devono essere realizzati molto bene. Teniamo sempre presente che i vini sono il biglietto da visita dell’attività”.
Quello del vigneron è un mestiere bellissimo, ammantato da un’aura di magia, cresciuta a dismisura negli ultimi anni. “Non vorrei però che passasse un concetto sbagliato – ammonisce Anselmo Guerrieri Gonzaga – e cioè che produrre vino è solamente glamour. Tutt’altro: è una grande fatica e richiede impegno, per quanto sia davvero appassionante”.
L’agricoltura fa parte della sua passione. “Se non avessi fatto il viticoltore, seguendo le orme di mio padre, molto probabilmente avrei fatto l’agricoltore o l’allevatore”, rivela.
La Tenuta San Leonardo è diventata un’azienda esemplare, con un vino – il San Leonardo, appunto – che è un simbolo del Made in Italy enoico, conosciuto in tutto il mondo (al 40% la quota dell’export), ma allo stesso tempo è presente nel 60% di tutti i ristoranti stellati d’Italia. “Essere presente in Italia in misura leggermente superiore rispetto all’estero – afferma Anselmo Guerrieri Gonzaga – è motivo di orgoglio, perché significa che siamo apprezzati innanzitutto nel nostro Paese. Per questo, francamente, non vorremmo stravolgere gli equilibri di collocazione che si sono venuti a creare. È per noi una forma di attenzione verso il nostro Paese”.
L’anno di nascita del San Leonardo è il 1982, sotto la guida del padre, il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, che intuisce le potenzialità del territorio anche nella crescita dei vitigni internazionali, i quali, sapientemente utilizzati, contribuiscono a un taglio bordolese unico per eleganza. Da lì, una svolta anche in chiave operativa e di valorizzazione delle singole produzioni.
“La raccolta delle uve avviene tenendo separati i diversi appezzamenti a vigneto, come se fossero dei clos”, racconta il figlio Anselmo.
A ispirare il proprietario, all’inizio degli anni Ottanta, è Mario Incisa della Rocchetta della leggendaria Tenuta San Guido di Bolgheri, una sorta di “padrino enologico” di Carlo Guerrieri Gonzaga. Tre anni dopo, nella Valle dell’Adige approda come enologo consulente Giacomo Tachis, ma il solco era già stato tracciato brillantemente.
L’abbinamento principe del San Leonardo è con le carni rosse e la selvaggina, ma per Anselmo Guerrieri Gonzaga “l’accompagnamento del cuore è con la parmigiana di melanzane che fa mia madre”. Ed ecco servito un segreto che è la sua personalissima “Madeleine proustiana”.
Nel 2015 la conversione dell’azienda in regime biologico e, tre anni dopo, la certificazione, oggi accompagnata dalla attestazione BWA “Friends of Biodiversity”.
Come è stata la vendemmia 2020? “La prima impressione è quella di una qualità elevata, grazie anche a una stagione che non ha riservato brutte sorprese sul piano meteoclimatico, consentendoci così di avere uve molto sane – valuta Guerrieri Gonzaga -. Condizioni che sono le giuste premesse per vini importanti”.
L’impatto del lockdown non ha eroso la fiducia del mercato, ma ha modificato le modalità di acquisto dei vini. “L’e-commerce sul nostro sito è esploso, con un boom del 400% rispetto al periodo precedente – calcola -. Ma va detto che i numeri di partenza erano contenuti rispetto al modello classico di vendita che seguono i vini della nostra cantina”.
Una cantina da scoprire quotidianamente, grazie anche ai video che il marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga posta sui social della Tenuta San Leonardo con cadenza pressoché quotidiana. Story-telling efficace, particolareggiato, che spiega cosa avviene in ogni stagione con linguaggio semplice e sistematicamente in italiano e in inglese, per farsi comprendere immediatamente anche da un pubblico internazionale. Perché, come dice, se una cosa non viene raccontata, non esiste…