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26 agosto 2020

Diretta Instagram con il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli. “Vorrei un film sul vino diretto da Paolo Sorrentino”.

Fin dalla sua nascita, il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli non si è mai perso un Vinitaly. “Ho partecipato a tutte le edizioni”, dice nella prima Diretta Instagram sul canale ufficiale di Vinitaly per una chiacchierata informale ricca di aneddoti, curiosità e molta passione per il vino.
Giornalista, scrittore, un passato da produttore a Montalcino nella splendida tenuta di Argiano e un nuovo progetto elaborato durante il lockdown (sul quale non si sbottona), Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli rifugge dall’etichetta di influencer o di “esperto” di vini.
Vinitaly per lui è stata la molla che lo ha portato per alcuni anni in California. “Proprio a Vinitaly, molti anni fa, dopo aver assaggiato vini californiani, decisi di partire per approfondire la mia conoscenza Oltreoceano”, rivela. E una degustazione “mondiale”, con vini italiani, francesi, europei, ma anche californiani, cileni, argentini, è l’appuntamento che sogna proprio al Vinitaly (la 54ªedizione è in programma a Verona dal 18 al 21 aprile 2021).
A precedere la rassegna internazionale di Veronafiere, altri appuntamenti di rilievo: Wine2Wine dal 22 al 24 novembre a Verona e, prima, il road show cinese che toccherà Shangai (14 settembre), Xiamen (16 settembre) e Chengdu (18 settembre). Dal 9 all’11 novembre, invece, riflettori accesi su Wine to Asia dal 9 all’11 novembre.
Giovanissimo, amico di Edoardo Agnelli, Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli in più occasioni si trovò invitato al desco dell’Avvocato e dei suoi illustri ospiti. “L’Avvocato Agnelli fu uno dei miei grandi sostenitori”, ricorda con affetto il conte. E così scopriamo che l’Avvocato Agnelli era proprietario di grandi chateau e di una tenuta a Montalcino.
Oggi il conte Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli è responsabile del Dipartimento Vini della casa d’aste internazionale Wannenes, incarico che gli permette di tracciare l’identikit dei collezionisti internazionali, dai pionieri (il mondo anglosassone, dove si sviluppò per primo il fenomeno, con gli inglesi particolarmente interessati ai grandi vini francesi) fino all’area più dinamica del collezionismo: l’Asia. “Oggi i grandi collezionisti di vino spaziano dall’arte dalle auto d’epoca e hanno un forte interesse non soltanto per i francesi, ma anche per i grandi vini italiani”, dice.
Il made in Italy è una garanzia anche nel vino, conferma, con il mondo asiatico “più interessato ai brand e alle griffe che non ai vitigni”. L’attenzione alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale è, piuttosto, elemento di attrazione per i Millenials e la Generazione Z.
L’Italia è nel cuore anche dei molti vip ai quali Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli ha curato le cantine, da George Clooney a Sharon Stone: “Amano il nostro Paese e sono attratti dalla storia, dall’artre, dalla cultura, dal modo di vivere”.
Grande appassionato di cinema (da giovane avrebbe voluto fare il regista), Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli confessa che, sedotto dal libro di Nico Orengo “Di viole e liquirizia”, cercò di acquistare i diritti d’autore dagli eredi dello scrittore piemontese per trarne un film, del quale aveva anche già scritto la sceneggiatura e che, confessa nella Diretta Instagram di Vinitaly, “mi piacerebbe che si occupasse della regia Paolo Sorrentino”.
Per ora, i più bei film che narrano il mondo del vino sono, a suo parere, “Sideways e A good year”.
Come sarà il vino del futuro? Per il conte del vino non c’è dubbio: “Sostenibile, espressione dei territori, attento all’ambiente. Personalmente amo i vini dei giovani produttori e quelli che hanno una storia da raccontare e che rappresentano i vini della mia memoria, che mi ricordano quello che ho fatto nel settore”.
A Vinitaly, l’augurio di “continuare per altri mille anni, perché ha contribuito alla crescita del settore anche in chiave internazionale”.