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24 settembre 2021

Uno sguardo ai consumi in Ucraina

A cura di Drink+

Durante la pandemia, le abitudini al bere degli ucraini si sono modificate. A rivelarsi particolarmente sensibile a ogni genere di fluttuazione è stato il settore della vendita al dettaglio, il quale ha conosciuto vari episodi di comportamento “pandemico”: l’acquisto massivo di determinati gruppi di prodotti, la chiusura temporanea di punti vendita e, alla lunga, il cambiamento della struttura e modalità di consumo di beni e servizi. La situazione epidemiologica ha influito innanzitutto sulla crescita del commercio online e sul rapido sviluppo dei servizi di consegna.

In secondo luogo, la tendenza attualmente in atto nel comportamento dei consumatori indica un calo nel consumo di alcolici. In un’indagine svolta da Deloitte, il 66% degli ucraini ha dichiarato che con l’inizio della quarantena ha cominciato a ridurre la spesa dedicata agli alcolici. Il fattore che più di tutti influenza la scelta di questa categoria di prodotti è probabilmente il marchio: il 70% degli intervistati afferma infatti di preferire marche specifiche. Tra le bevande alcoliche più amate dagli ucraini ci sono la birra (48%), il vino (43%) e il cognac (35%).

La quota di birra importata in Ucraina è molto ridotta, pari a circa il 2% del mercato totale. I principali Paesi da cui la birra viene importata sono il Belgio (32%) e il Messico (20%). Al terzo posto figura la Germania, con il 17% delle importazioni totali. Per quanto riguarda le varietà, la maggior parte dei consumatori ucraini beve lager chiara.

È interessante notare che in Ucraina i vini dolci vengono tuttora preferiti ai secchi. In occasione della degustazione riservata al B2B di 13 Asti DOCG organizzata da Drinks+, Yehor Belov, il capo sommelier dell’hotel InterContinental Kiev, ha dichiarato:

“L’Asti è un vino che i consumatori ucraini riescono a capire bene; lavorando da molti anni a contatto con gli ospiti dell’hotel, posso affermare che i vini dolci, in Ucraina, sono ancora in testa alle preferenze rispetto ai secchi. Quindi, il sapore dolce unito a uno straordinario aroma fruttato, un meraviglioso perlage e una percentuale ridotta di alcol rappresenta un grande vantaggio per il mercato ucraino.”

Un’altra tendenza globale riflessa nella società ucraina è il sostegno e la promozione dei produttori nazionali. Gli ucraini preferiscono acquistare prodotti alcolici nazionali, che infatti risultano essere i più popolari. Il 25% degli ucraini afferma di privilegiare l’acquisto di prodotti nazionali, anche se più costosi.

Le bevande alcoliche ucraine sono inoltre molto apprezzate nel mondo. I vini di quest’annata delle collezioni d’autore Grand Admiral e El Capitan di 46 Parallel Wine Group hanno ottenuto il riconoscimento del panel di esperti internazionali al “Concours Mondial de Bruxelles. I vini di quest’azienda vinicola si sono aggiudicati medaglie d’oro e d’argento; due di essi sono stati anche valutati da Jancis Robinson, la cui competenza e adesione ai principi è fuori discussione, con un punteggio di 15,5 e 16 punti su 20. Come se non bastasse, il cordiale “Cherry Home” di un giovane marchio ucraino “Honey Badger” si è aggiudicato la medaglia di bronzo al concorso “International Wine & Spirit Competition (IWSC)” di Londra.

Sul mercato ucraino si stanno affacciando sempre più produttori di alcolici artigianali. La forte domanda di bevande artigianali in Ucraina si spiega con l’attenzione prestata dai produttori all’esclusività delle bevande stesse, al loro gusto e all’origine degli ingredienti utilizzati per fabbricarle. Questo tipo di bevande è quindi in grado di soddisfare la richiesta dei consumatori di qualità eccellente, unicità e produzione locale a un prezzo ragionevole.

 

Photo by Nastya Dulhiier on Unsplash