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26 agosto 2020

Diretta Instagram con Donatella Cinelli Colombini. “Infrastrutture, logistica e formazione per rilanciare il vino”.

“Portare l’insegnamento del vino nelle scuole alberghiere e negli istituti per il turismo, potenziare i collegamenti infrastrutturali e avvicinare le aree rurali agli aeroporti e alle stazioni dell’alta velocità, così da facilitare gli spostamenti del vino nel mondo e l’incoming dei turisti nei vigneti. E poi, segnalare con appositi cartelli le cantine aperte al pubblico, al pari di un monumento storico o di punti panoramici”.
Sono alcune delle richieste che Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione delle Donne del Vino (con oltre 900 associate è la prima al mondo) e fondatrice del Movimento del Turismo del Vino, avanza al Governo e al Parlamento, intervenendo alla Diretta Instagram di Vinitaly, appuntamento di dialogo e approfondimento inaugurato lo scorso luglio.
Imprenditrice agricola a Trequanda e Montalcino (Siena), seguitissima sul suo blog in cui celebra il vino e ne racconta aneddoti, retroscena, aspetti culturali e sociali, Donatella Cinelli Colombini racconta a Vinitaly delle iniziative adottate dalle Donne del Vino per aprire le porte delle cantine e i vigneti agli enoturisti e agli appassionati.
“Oggi ci dobbiamo confrontare non più soltanto con l’enoturista classico, ma anche con il turista curioso, che vede nella cantina un luogo di intrattenimento – racconta nel corso della Diretta Instagram di Vinitaly -. Per cui i produttori devono coinvolgerlo, trasmettergli delle emozioni, per fargli vivere un’esperienza indimenticabile”.
In un panorama molto ampio, che vede oggi circa 23-25mila cantine associate al Movimento del Turismo del Vino e un fatturato che ha superato i 2,65 miliardi di euro, “l’esperienza del vignaiolo, la sua storia, quello che fa, conta moltissimo, così come un valore aggiunto è rappresentato in questa fase da chi mostra una forte attenzione all’ambiente, al territorio, alla sostenibilità. I vini biologici e biodinamici riscuotono, ad esempio, un grandissimo interesse”, spiega Cinelli Colombini.
Il lockdown ha messo in evidenza prepotentemente il bisogno di stare all’aperto e immersi nel verde, a godere della grande bellezza del panorama. Ecco allora la campagna dell’Associazione delle Donne del Vino #winewindow che fotografa i paesaggi dalle finestre delle cantine e delle aziende vitivinicole. O, ancora, il servizio di ospitalità per i camper varato in collaborazione con il Touring Club Italiano.
La promozione del vino, poi, passa anche attraverso l’abbinamento con i cibi, che le Donne del Vino intendono proporre in maniera inversa rispetto al tradizionale flusso cibo-vino. “Proponiamo questa volta indicazioni utili partendo dal vino e poi collegando i piatti adatti”, spiega Donatella Cinelli Colombini, abituata alle sfide difficili, come quella che negli anni passati portò a valorizzare la Doc “Orcia”, che sembrava quasi soffocata dalle altre grandi denominazioni del territorio (Brunello di Montalcino, Chianti, Nobile di Montepulciano) e che, invece, ha trovato il proprio spazio nel panorama dei vini toscani.
Una battuta anche su Vinitaly, che per chi opera nel settore, “non è solamente un evento di business e una opportunità per vendere il proprio vino o di presentarsi agli importatori di tutto il mondo; per noi è anche il momento della rimpatriata fra imprenditori e soggetti che provengono da varie parti del pianeta e che hanno una solida amicizia vignaiola”.
Rispetto ad altri segmenti dell’agricoltura, il mondo del vino sconta meno difficoltà in chiave di ricambio generazionale, perché oggi “produrre vino è sexy”. Ma attenzione, avverte Donatella Cinelli Colombini, “il settore non è solo feste e lustrini, dietro c’è un lavoro immenso e le nuove tecnologie aiutano molto, anche in ottica di sostenibilità”.
Spazio anche all’attualità, con le previsioni sulla vendemmia imminente: “A Montalcino si preannuncia un’ottima annata, che darà vini complessi e strutturati, da invecchiamento”.