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03 novembre 2020

Brescianini (Barone Pizzini): Vinitaly manifestazione irrinunciabile

“Il vino italiano? Dovrebbe legarsi alla Grande Bellezza del Paese, che sul piano artistico, culturale, paesaggistico, enogastronomico e del design non ha eguali. È apprezzato in tutto il mondo ed esprime dall’Alto Adige alla Sicilia, dalla Valtellina al Vulture, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia una qualità enologica sorprendente”.
Parole di Silvano Brescianini, amministratore delegato di Barone Pizzini e dal 2018 presidente del Consorzio del Franciacorta, protagonista della diretta Instagram di Vinitaly dello scorso 15 ottobre.
Marchio storico della Franciacorta, che proprio quest’anno taglia il traguardo dei 150 anni, Barone Pizzini è una delle realtà che ha sposato il biologico fino dai primi anni Novanta. Una scelta che è una filosofia di vita e che va ben oltre la mera produzione.
“Il biologico è il mezzo, ma non il fine – insiste Brescianini - e richiede coerenza. Questo significa che bisogna ricercare la sostenibilità non solo nel vigneto, ma anche in tutto il processo produttivo, dall’utilizzo dell’inchiostro per le etichette alla logistica, ai trasporti, all’uso di energie rinnovabili”. 
Un modus operandi esteso in tutte le aziende del gruppo: Pievalta (Castelli di Jesi, realtà che ha sposato il metodo biodinamico), Ghiaccioforte (Maremma) e Colombaroli (Montenetto). 
A confermare che la strada del biologico è quella giusta, è la stessa commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che nel piano Green Deal si pone l’obiettivi di raggiungere entro il 2030 il 25% di superficie agricola utilizzata a bio.
Sarà possibile convertire a biologico l’intero territorio franciacortino? “Lo spero tanto, ma è importante investire in sostenibilità – replica Brescianini, che è anche presidente del Consorzio del Franciacorta, realtà con 118 produttori, 17,5 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e una quota export del 15 per cento -. Oggi circa due terzi dei produttori hanno scelto la sostenibilità anche attraverso il bio certificato, mentre altre aziende hanno scelto altri percorsi comunque sostenibili ed è questo il segnale importante e che aiuta la zona”.
Da numero uno di uno degli enti consortili più importanti nel settore del vino, Silvano Brescianini sollecita un piano per sostenere la qualità, promuovere l’enoturismo e le esportazioni.
Vendemmia molto positiva sia in quantità (+15% rispetto al 2019) che per la qualità delle uve, premessa necessaria per una vinificazione di livello.
Incastonata in una delle aree più suggestive della Lombardia, con una tradizione di vinificazione secolare (“anche per quanto riguarda le bollicine e non soltanto i vini rossi”), la Franciacorta ha registrato un forte interesse da parte degli enoturisti, a conferma di un settore vitale e attento alle grandi produzioni nazionali.
Nel futuro della Franciacorta ci sarà un rafforzamento delle esportazioni, puntando sui mercati più attenti alla qualità.
Preoccupazione per il Covid, naturalmente, perché le limitazioni alla ristorazione limano una fetta importante di mercato significativa per il Franciacorta.
Applausi per Vinitaly, che “dai primi anni in cui lo frequentavo, dal 1983, si è trasformato moltissimo. La crescita che è stata fatta nei servizi a Verona è notevole. Ho sempre partecipato a Vinitaly, che rimane una fiera irrinunciabile”