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23 febbraio 2021

Vinitaly 2021 resta in calendario dal 20 al 23 giugno a Verona (ma adesioni prorogate al 12 aprile)

Vinitaly 2021 resta in calendario dal 20 al 23 giugno a Verona (con “Opera Wine”, la grande degustazione firmata dalla rivista americana “Wine Spectator” il 19 giugno), nonostante la grande incertezza e le difficoltà della pandemia. Con la scadenza ultima delle adesioni da parte delle aziende che è stata prorogata al 12 aprile (e, da quanto apprende WineNews, in caso di cancellazione dell’evento dopo questa data per cause di forza maggiore, sarebbero previsti rimborsi o voucher in vista del 2022, ndr), in modo da avere, tra un paio di mesi, una prospettiva più chiara di quella che potrà essere la situazione dal punto di vita dell’emergenza sanitaria e della possibilità a viaggiare. Così VeronaFiere, che rilancia la sua fiera più importante, ed evento principe dedicato al vino italiano. “Un evento per la ripartenza nel segno del business, di respiro internazionale e altamente profilato che chiama a raccolta il mondo del vino, in un’area espositiva sicura di 300.000 metri quadrati. È la sintesi progettuale di Vinitaly n. 54”, spiega una nota di Veronafiere che sottolinea come sarà un’edizione focalizzata sul rilancio del settore e sulla ripresa delle relazioni commerciali in presenza.
“Sarà un Vinitaly unico - commenta il presidente Veronafiere, Maurizio Danese - in cui ognuno sarà chiamato a fare la propria parte per richiamare la centralità del vino italiano nel mondo: organizzatori, imprese, istituzioni, media che vorranno parteciparvi lo potranno fare nella consapevolezza dell’importanza di partecipare a un evento live”. Veronafiere, che continua a osservare l’evoluzione degli scenari sui mercati di riferimento attraverso la rete dei propri partner e rappresentanti esteri e in costante contatto con le autorità preposte, ha prolungato le tempistiche per l’adesione alla rassegna fino al 12 aprile e sta sviluppando la propria azione lungo due direttrici. La prima è l’incoming di buyer e operatori.
“Vinitaly in partnership con Ice Agenzia sta mettendo in campo ingenti investimenti su un progetto flessibile, modulabile in base agli scenari e in grado di intercettare tutti i cambiamenti sul fronte internazionale che potranno verificarsi nei prossimi 4 mesi. Vinitaly 2021 ha come obiettivo primario una importante azione di incoming di operatori e buyer dai principali paesi target dell’area Ue. Focus anche sulla ripresa del mercato interno con il coinvolgimento di buyer e di stakeholder delle filiere strategiche per la vendita e il consumo di vino italiano”.
Per il dg Veronafiere, Giovanni Mantovani “Vinitaly 2021 resta fortemente focalizzato sul business2business, opportunamente selezionato e invitato. L’Italia e l’Europa sono i mercati di maggior produzione e consumo al mondo. Se le condizioni saranno favorevoli, siamo già pronti a intervenire anche sulla domanda extra europea, a partire da quella Usa. È già iniziata la programmazione con Ice per l’incoming e l’obiettivo è quello di assicurare la presenza di buyer e operatori alla manifestazione. Tutto il mese di marzo sarà dedicato a incontri con le aziende ed allo sviluppo delle relazioni con i mercati”.
L’altra direttrice è quella di un servizio gratuito di consulenza e assistenza per la riprogettazione in sicurezza di spazi e aree espositive. In quartiere e tra gli stand la parola d’ordine è e sarà sicurezza, in totale osservanza delle disposizioni previste dal protocollo elaborato da Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) adottato da tutti i soggetti fieristici e ulteriormente integrato e rafforzato dalla Spa di viale del Lavoro. Anche il layout di Vinitaly 2021, da quello di manifestazione fino agli stand delle singole aziende, risponderà ai criteri stabiliti dai protocolli safety care. È stato attivato per gli espositori, inoltre, un servizio gratuito di consulenza e assistenza con un team di architetti per la progettazione in sicurezza degli spazi e delle aree espositive, anche con modalità innovative. A questo, spiega ancora la fiera, si aggiunge un programma per la gestione in sicurezza degli ingressi giornalieri. La sanificazione continua dei padiglioni e delle attrezzature, 400 telecamere di sorveglianza e monitoraggio anti-assembramento collegate a una centrale operativa, un presidio medico diagnostico in tempo reale e dotato di tutti i servizi necessari, garantiscono la presenza fisica nell’area espositiva in sicurezza. Infine, è stato integrato tecnologicamente il sistema di climatizzazione che permette il controllo di temperatura, umidità su tutta l’area espositiva interna, con ricambi d’aria gestiti secondo i migliori standard.
Con VeronaFiere e Vinitaly che, dunque, come tutto il sistema fieristico italiano, cercano di ripartire e di gestire un 2021 che, come è evidente, è complicatissimo. In attesa che, come spiegato a WineNews dal presidente Aefi e della fiera veronese Maurizio Danese, si risolva in Unione Europea la questione del “de minimis” che, di fatto, rende sostanzialmente inutili ad oggi i ristori per le grandi fiere d’Italia, nonostante la dotazione economica complessiva prevista sia tale da consentire un importante ristoro sulla perdita del -80% di fatturato stimato su 1 miliardo di euro, ovvero il giro d’affari complessivo del sistema fieristico italiano, che resta un volano fondamentale per il business del made in Italy, in Italia e nel mondo.