Home |

02 agosto 2022

L’Emilia Romagna del vino fa sistema e punta sullo sviluppo sostenibile, con “Legàmi di Vite”

L’Emilia Romagna del vino fa sistema e punta sullo sviluppo sostenibile, puntando sull’economia circolare. Obiettivo del progetto “Legàmi di Vite”, che vede il coordinamento di Enoteca Regionale Emilia Romagna, e il supporto tecnico della società Artemis e dello Studio Salami, con imprese coinvolte del calibro di Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, e che ha ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico guidato da Giancarlo Giorgetti, tramite Invitalia, il via libera ad un accordo industriale ce prevede un programma di investimenti di 95 milioni di euro, che creerà almeno 70 nuovi posti di lavoro.
Una rete enorme, he mette insieme “le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12.000 imprese agricole socie, per un totale di 470.000 tonnellate di uva lavorata (il 61% della produzione dell’Emilia-Romagna, dato 2019) e di 3,4 milioni i ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1,2 milioni di i giornate di lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine”.
L’obiettivo de progetto, spiega una nota, è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. “Un nuovo modello virtuoso di integrazione e aggregazione per valorizzare al meglio l’immagine del vino regionale, ottenuto con il supporto dalla Regione Emilia-Romagna con gli Assessorati allo Sviluppo economico e green economy e all’Agricoltura e agroalimentare”.
Gli interventi che saranno realizzati in Emilia-Romagna saranno molteplici, tra i quali la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67.000 tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560.000 metri cui all’anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione), miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. Oltre ovviamente a un ampliamento della capacità produttiva”. Per la realizzazione del programma di investimenti, il Ministero dello Sviluppo Economico mette a disposizione agevolazioni pari a circa 36 milioni di euro. “Questo finanziamento premia un modello di fare impresa che, attraverso un processo di lavorazione innovativo basato sulla sostenibilità ambientale, valorizza l’eccellenza della filiera vitivinicola emiliano - romagnola”, ha dichiarato il Ministro Giorgetti.