Home |

21 aprile 2021

Gli effetti del lockdown sui consumi di vino domestici: anche l’Italia ha bevuto di più

Definire quale sia stato l’impatto del lockdown sul consumo di vino in Italia, un prodotto per sua natura legato a tante diverse occasioni di consumo, dall’uso casalingo al ristorante, durante i pasti, come aperitivo, prodotto fisico e tangibile, ma anche esperienziale, associato facilmente alle visite in cantina e in vigna, e quindi al turismo, indagando l’impatto del confinamento forzato su quantità, frequenza e occasioni di acquisto e di consumo del vino in Italia, con l’obiettivo di contribuire a restituire un ritratto completo, basato su dati e sulla loro analisi, dell’impatto che la crisi ha avuto sul mondo enologico: ecco gli atout della ricerca “Come lo scoppio della pandemia ha influenzato il consumo di vino in Italia - Situazione, tendenze e sfide”, firmata dalla start up dell’e-commerce del vino Sommelier Wine Box.
I risultati sono interessanti in ognuna delle direzioni analizzate. Il volume di vino consumato durante il lockdown è tendenzialmente aumentato, ma emerge un pattern per il quale chi beveva più spesso prima del lockdown è stato influenzato in maniera minore dal lockdown, mentre chi invece beveva meno ha subito un impatto maggiore, aumentando il consumo nella maggior parte dei casi (e per una minoranza diminuendolo molto il consumo). L’occasione di consumo principale è stata la cena. A prescindere dall’età e dalle precedenti occasioni di consumo: chi ha bevuto vino durante il lockdown lo ha fatto principalmente a cena. Tuttavia, chi già beveva durante i pasti prima del lockdown ha iniziato a consumare vino anche in altre occasioni come gli aperitivi online. I volumi di acquisto online sono anch’essi aumentati durante il lockdown. Inoltre chi ha provato il canale per la prima volta durante il lockdown è rimasto generalmente soddisfatto.

Andando ad analizzare le diverse fasi della ricerca di Sommelier Wine Box, prima del lockdown il 52% degli intervistati beveva almeno 1 bottiglia di vino ogni 4-5 giorni. I luoghi preferiti per il consumo di vino erano: casa propria o di amici e ristoranti. Da notare è come i giovani siano sempre più alla ricerca di esperienze dirette con i produttori, come dimostra la tendenza al consumo in cantina, che diminuisce al crescere dell’età. Il 41% degli intervistati dichiara di avere acquistato vino online prima del lockdown, gli intervistati tra i 35 e i 44 anni raggiungono il 49%. Gli uomini mediamente acquistavano vino online più delle donne (45% vs 36%) ma tra gli over 40 la tendenza ad acquistare vino online era superiore nelle donne (43% vs 40% degli uomini).
L’impatto del lockdown è evidente sin dalle attività svolte dagli intervistati durante il confinamento casalingo, che si scoprono essere influenzate dall’età. I più giovani hanno studiato o si sono formati, i più anziani hanno tendenzialmente letto. Invece, attività comune a tutti i cluster di età sono state guardare film/tv/serie tv e cimentarsi in cucina. Il 48% degli intervistati dichiara di avere modificato il proprio consumo di vino, aumentandolo, durante il lockdown rispetto al periodo precedente. Al diminuire della frequenza di consumo del vino pre-lockdown aumenta invece l’impatto del lockdown stesso, con la netta maggioranza dei rispondenti che ha cambiato le proprie abitudini, generalmente aumentando o in piccola parte diminuendo il consumo di vino. Il lockdown ha quindi avuto un impatto in relazione all’acquisto di vino online: il 50% dei rispondenti registra modifiche nei comportamenti di acquisto, o perché ha iniziato ad acquistare vino online o perché ha incrementato il volume di acquisto.
Tornando alle occasioni di consumo pre-lockdown: coloro che avevano assegnato un rating pari o superiore a 7 al consumo di vino presso le cantine, hanno la percentuale più alta di componenti che hanno iniziato ad acquistare online e hanno proseguito poiché soddisfatti dell’esperienza, rispetto a chi preferiva altre occasioni pre-lockdown (33%, rispetto al 22% di media). Invece chi ha assegnato un rating pari o superiore a 7 al consumo di vino durante eventi enologici ha una percentuale molto più alta della media di utilizzo del canale online già prima del lockdown (58%, contro 41% di media). Questi due dati offrono alcuni spunti di riflessione. Il primo è che la categoria degli appassionati di vino apprezza il canale online più rispetto ai “normali” consumatori. Il secondo è che si delinea un’opportunità nel provare a trasferire la componente esperienziale del vino anche senza la presenza fisica.
Un ultimo ragionamento va dedicato ai comportamenti di acquisto di vino online fra uomini e donne. Interessante è sottolineare che c’è assoluta parità fra chi ha iniziato ad acquistare online durante il lockdown: si tratta del 28% delle donne e del 28% degli uomini. Per quanto riguarda l’esperienza legata all’acquisto di vino online, gli svantaggi hanno un rating decisamente più basso rispetto ai vantaggi: in media l’esperienza di acquisto online viene giudicata positivamente. Inoltre, si nota che il rating medio più alto (4) viene assegnato a “Scopro nuove cantine”, seguito da “Ho un ventaglio di scelta più ampio” (3,9). Più basso invece quello per “Trovo offerte migliori” (3,4). Il dato è interessante e indica la maturità di chi acquista vino online. Chi acquista online lo fa per avere più scelta di prodotto rispetto ai negozi fisici e per scoprire nuove cantine, cioè l’acquisto è guidato più da un orientamento alla qualità piuttosto che alla convenienza.
In ultima istanza, visto il successo dell’esperienza di acquisto online, si è voluto indagare il motivo per il quale il 21,4% di chi ha provato l’acquisto online durante il lockdown è tornato ai canali tradizionali una volta terminato il lockdown. Questo gruppo è stato quindi isolato e si sono osservati i punteggi da loro assegnati ai vantaggi e agli svantaggi. Il risultato ha mostrato un rating sistematicamente più basso con riferimento ai vantaggi. Si può quindi assumere che il motivo per cui questo gruppo di individui è tornato all’acquisto offline dopo il lockdown sia una generale minore considerazione dei vantaggi, non ritenuti sufficienti a proseguire, piuttosto che a vero e proprie esperienze negative.