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13 gennaio 2021

Dal mondo Prosecco all’Asti, tenuta (e crescita) dei grandi territori della spumantistica italiana

Inizialmente quelle messe più in crisi dalle restrizioni che hanno colpito la socialità per come la conoscevamo prima del Covid, cancellata in una buona parte dell’anno, fortemente limitata nella restante parte, le bollicine italiane, almeno nella loro versione più pop, alla fine hanno tenuto. Non solo. Guardando i dati degli imbottigliamenti e delle certificazioni, che se non sono veri e propri dati di mercato sono comunque un indicatore importante di come vanno le cose, sono addirittura cresciute. Discorso che vale per tutte le più grandi denominazioni, dalla galassia Prosecco, dalla Docg alla Doc, passando per Asolo, all’Asti. Un quadro che, ovviamente, guarda i territori nel loro insieme, con la consapevolezza che all’interno della stessa denominazione, così come in tutto il settore del vino italiano, ci sono aziende che hanno superato meglio l’anno del Covid, e altre che, invece, hanno accusato maggiori difficoltà. Ma la buona salute del comparto, è testimoniata anche i dati Iri sulla grande distribuzione italiana, aggiornati al 22 novembre 2020 (e, quindi, prima del periodo delle festività, dove, seppur in casa, si è brindato), che, da inizio anno, registrava una vendite in crescita, del +10,2% e del 9,9% in valore, in iper e supermercati e nel libero servizio piccolo, peraltro a fronte di prezzi sostanzialmente stabili (-0,3%).

Campioni di questa crescita, in particolare, il Prosecco Doc, a +21,7% a volume e +17,2% a valore, ed il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, a +16,8% a volume e +15% a valore. Dati che, uniti ad un export che, alla fine non ha sofferto più di tanto, e anche all’apporto dell’on line, hanno portato ad un bilancio che appare decisamente positivo, ancor più alla luce delle difficoltà legate alla pandemia. Il dato più roboante è quello del Prosecco Doc, con il Consorzio, guidato da Stefano Zanette, che, proprio in queste ore, ha comunicato il superamento nel 2020, prima volta nella storia, dei 500 milioni di bottiglie certificate, in crescita del 2,8% sul 2019. Ennesima testimonianza del grande successo dello spumante italiano più famoso nel mondo. Ottimo risultato anche per il cuore storico del fenomeno Prosecco, ovvero la denominazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: secondo i dati del Consorzio, guidato da Innocente Nardi, nel 2020 sono state certificate 92 milioni di bottiglie delle celeberrime bollicine che nascono nelle Colline Patrimonio Unesco, territorio storico e originario del fenomeno Prosecco, che hanno così confermato il record del 2019.

Ancor meglio, in termini di crescita, pur partendo da numeri enormemente più piccoli, ha fatto l’Asolo Prosecco Docg, che, secondo il Consorzio Asolo Prosecco, guidato da Ugo Zamperoni, ha chiuso il difficile 2020 a quota 18,7 milioni di bottiglie certificate, con un incremento del 10% sul 2019, quando le certificazioni erano ammontate a 17 milioni di bottiglie. E positivo è stato anche l’anno per Asti Spumante e Moscato d’Asti, secondo i primi dati (riportati dal quotidiano “La Stampa” e commentanti dal presidente del Consorzio dell’Asti Docg Romano Dogliotti, ndr), secondo cui gli imbottigliamenti hanno raggiunto i 92 milioni di bottiglie nel complesso, in crescita del +8% sul 2019. Dati in parte definitivi, in parte da confermare, ma che testimoniano la tenuta di un comparto, quello della spumantistica italiana, che è stato trainante per la crescita del vino italiano negli ultimi anni, e che ha confermato la sua forza, anche in uno degli anni più duri della storia recente.