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L'Italia del Vinitaly - Molise



PRESENTAZIONE


Il Molise è una terra antica nel senso più nobile della parola. Una terra ancora oggi poco conosciuta, forse perché lontana dalle grandi direttrici di uno sviluppo industriale ormai superato e che, proprio per questo, la rende un grande laboratorio ambientale, dove è ancora possibile conciliare il proprio benessere ad un corretto rapporto con la natura.


La più giovane d'Italia e la più piccola, la regione Molise è un mix straordinario di combinazioni che ne fanno uno "scrigno di inedite bellezze" ed un "rifugio di tranquillità".


Regione dal 1963 per effetto del distacco amministrativo dall'Abruzzo, il Molise è divenuta la ventesima regione d'Italia dapprima con la sola provincia di Campobasso e poi anche con la provincia di Isernia.


Rispetto all’ampiezza del suo territorio, il Molise offre una quantità di spunti sorprendente: si va dalle spiagge fino alle stazioni sciistiche, dall’Oasi naturale fino alle fortificazioni e ai borghi medievali, dai reperti archeologici Sanniti e Romani fino all’arte sacra barocca.


Il Molise, dunque, è una regione relativamente ancora poco conosciuta, nella quale, tuttavia, sono concentrate alcune qualità che spiccano all’occhio attento. Difatti, la sensazione che più spesso si coglie nelle parole e negli occhi di chi ha appena visitato il Molise, è la meraviglia e lo stupore di scoprire che in un così piccolo lembo d’Italia ci fossero cose tanto interessanti da conoscere, tanto belle da vedere, ed atmosfere tanto originali da vivere.


La Regione è, infatti, situata a breve distanza da realtà metropolitane iper-attive e stressanti, come Napoli e Roma. Ed anche dai centri maggiori di altre regioni vicine, arrivano visitatori che si sentono rinfrancati dalla naturalezza dei ritmi, dalle piccole e grandi bellezze nascoste che il Molise rivela a chi si inoltri in esso.


La difficoltà geografica di sviluppare grandi insediamenti industriali e l’assenza di grandi agglomerati urbani, ha portato come conseguenza positiva una natura ancora in gran parte preservata. Ha sempre suscitato un acceso e stupito interesse, ad esempio, sapere che sui monti molisani delle Mainarde, vivono alcuni tra gli ultimi branchi di cavalli selvaggi esistenti in Europa. Ed altre specie di animali rari abitano tranquilli nelle riserve naturalistiche: dall’orso marsicano, al cavaliere d’Italia, dalla salamandra con gli occhiali, al gracco corallino dal becco rosso.


Ben nove sono le riserve naturalistiche, alcune delle quali istituite dal WWF e dall’UNESCO, dove si conservano una fitta varietà di specie animali ed arboree a rischio di estinzione. Inoltre, da qualche anno, alcune di queste riserve si sono attrezzate anche di capanni per l’osservazione degli uccelli.


Conoscere il Molise vuol dire, dunque, scoprire un lembo d’Italia ricco di fascino; un territorio su cui il tempo ha depositato delle autentiche preziosità e persino dei primati singolari.


Primo fra tutti è l’insediamento preistorico più antico d’Europa: quello dell’Homo Aeserniensis, risalente a 750.000 anni fa, in un sito di cui – dicono gli studiosi – per ora non si è scoperto che una piccola percentuale.


C’è per giunta da dire che ciò che si è trovato fino ad ora è solo la produzione dei manufatti e i resti degli animali uccisi da questo antico progenitore. Mentre si è in ansiosa attesa di trovare i resti umani, che certo daranno l’avvio ad un’effervescenza di studi e di riflessioni.


Ed ancora le vestigia, in parte ricostruite, del più vasto centro monastico dell’Italia Medievale: San Vincenzo al Volturno, sul quale si sta ancora scavando, e che doveva contenere almeno 3.000 monaci; un’autentica capitale del monachesimo benedettino, superiore alla stessa Cassino.


Per non dimenticare i resti di città e teatri sannitici e romani tra i più suggestivi d’Italia. Il complesso romano della città di Altilia, presso Sepino, è uno dei più incantevoli che esistano: costruito in “opus reticulatum”, con archi alti e massicci, colonnati, strade lastricate e teatri, il tutto così magicamente fuso con la civiltà agreste che ci si è depositata intorno nei secoli.


Un’altra perla è il complesso sannitico di Pietrabbondante, situato a mille metri d’altitudine, con tempio e teatro in pietra che guarda verso un mare di monti dolci. Ancor oggi il teatro viene utilizzato per le rassegne estive. E si può immaginare quanto possa essere suggestivo guardare la scena recitata, mentre al di là dei monti il sole cala e si accendono le stelle sulle cime.


Ancora, i resti romani di Larino, con l’interessantissimo Mosaico del Casone e l’anfiteatro romano scoperto trent’anni fa.


Anche per quanto riguarda le vestigia della civiltà antica della transumanza il Molise è ai primi posti. Le grandi strade verdi dei tratturi che anticamente erano percorse dai pastori per portare le greggi a svernare dalle fredde cime degli Abruzzi fino alle pianure temperate della Puglia, sono state quasi interamente distrutte in altre regioni limitrofe.


Ed invece, in Molise, come per tanti altri aspetti della civiltà passata, ciò che un tempo si utilizzava per utilità pratica, oggi torna come elemento di colta curiosità turistica.


E’ già accaduto con buona parte dell’artigianato: i coltelli di Frosolone, fino a qualche decennio fa, andavano a ruba nelle piazze di regioni anche lontane per la loro qualità di utensili da taglio.


Oggi sono divenuti dei raffinati oggetti da regalo e da mostra. I fabbri e i ramai che una volta vendevano i loro manufatti alle massaie, oggi vengono raggiunti da gruppi di turisti che amano osservarli al lavoro mentre producono oggetti da ornamento o da arredamento raffinato.


Così anche i tratturi: oggi non servono più al trasferimento delle greggi, ma di sicuro sono stati abbondantemente scoperti sia dai cultori del viaggiare a cavallo, sia dagli appassionati della marcia nel verde. I tratturi, autostrade d’erba che animarono nel corso dei secoli una civiltà chiamata transumanza, oggi sono battuti da appassionati cavallerizzi che ripercorrono le antiche vie dei pastori per rivivere quelle atmosfere ed attraversare i silenzi ed i bisbigli della natura, alla ricerca di ritmi pacifici e profondi, ormai difficili da incontrare nella vita sempre più frenetica e rumorosa delle nostre città.


Molisana è la più antica fonderia di campane dell’Occidente: la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, oggi arricchita da un Museo della Campana, molto frequentato da gruppi di turisti, tra cui spiccano molte scuole. Sempre ad Agnone si esegue il più grande rito di fuoco che si conosca: la ‘Ndocciata di dicembre.


Il Molise è ricco di belle piazze del Seicento, del Settecento, dell’Ottocento, dov’è davvero piacevole gustare un caffè all’aperto, magari davanti ad un campanile barocco o ad un colonnato neoclassico; ogni piccolo borgo è, infatti, impreziosito da chiese romaniche affrescate da famose scuole pittoriche o da singoli artisti, a volte di altissimo valore.


Il Molise è anche “mare” con coste più volte onorate della Bandiera Blu, con spiagge ampie e di sabbia sottile, spesso contornate di pineta e di macchia mediterranea, con salubri aree da campeggio oltre, naturalmente, alle città marine con le spiagge attrezzate ad accogliere anche i turisti più esigenti.


Il Molise, infatti, si sta attivando sempre più per dotarsi di forme turistiche moderne ed organizzate: dagli agriturismi, ai centri di turismo equestre, alle associazioni di trekking e di alpinismo. Ci sono vette da cui si godono panorami da mozzare il fiato.


Alcune di queste vette offrono ottime opportunità per gli amanti degli sport invernali. Capracotta è uno dei comuni più alti d’Italia. Possiede impianti sciistici di fondo tra i migliori d’Europa tanto da aver ospitato, sulle sue piste, gare nazionali e internazionali. Campitello Matese, l’altra stazione sciistica della regione, possiede piste adatte a soddisfare la maggior varietà di sciatori: dalle più difficili (“piste nere”) come la Capodacqua, alle più facili, come la Lavarelle e la San Nicola.


Nelle altre stagioni, i monti molisani sono frequentemente visitati dagli appassionati di trekking. Vette da vero e proprio alpinismo sono invece alcune delle Mainarde, con barriere rocciose che si innalzano bruscamente. Alle falde di queste montagne, habitat di orsi, lupi e sconfinati faggeti, si situa una cerchia di paesi che hanno aderito al Parco Nazionale d’Abruzzo.


La Regione, dunque, punta sulle forme turismo di nicchia, quello del viaggiatore curioso che vuole e che può conoscere il Molise anche assaporando una cucina che si conserva autentica per la genuinità dei prodotti gastronomici locali: dai vini a Denominazione di Origine Controllata all’olio molisano, dagli insuperabili formaggi agli inimitabili salumi, fino alla pasta di antichissima tradizione.

Il Molise è, difatti, il primo produttore di tartufo bianco in Europa. Ma, tra i prodotti più importanti, vi sono le olive da cui si estrae un olio extravergine dal sapore fruttato e da un delicato sentore di amaro e piccante che ne fanno un ottimo condimento da consumare anche a crudo su insalate e crostini.


Tanta importanza hanno anche le carni ed i preparati di carni che si fregiano, rispettivamente, del riconoscimento di prodotti IGP e DOP. Tra i salumi la ventricina è quello di maggior pregio, fatto con pezzi interi di carne di maiale condito con peperoncino, sale ed altri aromi, insaccato nel budello naturale e stagionato per mesi. Non mancano poi le salsicce, le soppressate, ossia salami schiacciati con un peso durante la stagionatura che assumono una forma piatta, il capocollo e i prosciutti.


Tra le perle della gastronomia molisana è da annoverare la produzione casearia fatta di formaggi a pasta filata tra cui primeggia per il gusto deciso ed unico il caciocavallo a pasta bianca lavorato con latte crudo per il quale il Molise ha ottenuto la denominazione DOP.


E ancora, i vini. La tradizione vitivinicola in Molise si fa risalire ai Sanniti anche se, come quasi in tutta Italia, furono i romani a iniziare la coltivazione di vigneti su terreni più vasti. Oggi in Molise sono coltivati a vite 7.650 ettari. Il periodo compreso tra la prima e seconda metà del 900 è quello che segna una svolta per questo comparto regionale, che vede abbandonare la coltura della vite nelle zone interne a favore della zona costiera. La viticoltura molisana è impreziosita da produzioni DOC e IGT.


Le prime due DOC nascono nel 1983 con il DOC Biferno e il DOC Pentro di Isernia a cui viene affiancata, nel 1998, la DOC Molise in cui vengono comprese 12 tipologie. Si va dai vitigni storici come il Montepulciano e il Sangiovese per i rossi o il Trebbiano e la Falanghina per i bianchi, a quelli internazionali quali il Cabernet Sauvignon o lo Chardonnay. Ma il più pregiato di questa DOC è la Tintilia, unico vitigno autoctono della regione il cui nome deriva dall’etimo spagnolo “tinto” che significa rosso, a sottolineare che il vino ottenuto con queste uve ha un colore rosso scuro intenso.

Questi gli ingredienti che connotano la gastronomia di una regione dal sapore antico; questi gli scenari che caratterizzano una regione dal territorio incontaminato.