L'Italia del Vinitaly

Il TRENTINO A VINITALY 2008 PER LA 42ª EDIZIONE:
BASTA UN SORSO PER SCOPRIRE IL TERRITORIO!
Verona, PAD. 3, da giovedì 3 a lunedì 7 aprile
Mancano pochi giorni all’edizione 2008 di Vinitaly, il più importante appuntamento fieristico italiano a carattere internazionale. Il Trentino con i suoi produttori è in fermento. Lo stand di 400 metri quadri, voluto dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Camera di Commercio I.A.A. di Trento, si trova come di consueto al padiglione 3, dove verrà allestita un’area istituzionale dedicata alla presentazione e alla degustazione delle tipologie più rappresentative: TRENTODOC, Trentino D.O.C. Nosiola, Trentino D.O.C. Müller Thurgau, Trentino D.O.C. Marzemino, Teroldego rotaliano D.O.C., Trentino D.O.C. Vino Santo e Trentino Grappa. I Sommeliers racconteranno agli ospiti i vini e, attraverso di essi, li condurranno alla scoperta del nostro territorio.
Lo spazio Trentino al pad. 3, si propone di essere un primo momento di contatto con i visitatori, per mettere in evidenza le caratteristiche dei vini, sottolineare le diversità fra una tipologia ed un’altra, parlare del territorio, lasciando poi ai veri protagonisti, i produttori, il loro ruolo di primo piano, con le nuove proposte 2008. Al TRENTODOC verrà riservato uno spazio speciale, dove sarà possibile scoprire l’eccellenza trentina in abbinamento ad una proposta “finger food” curata dallo chef stellato Rinaldo Dalsasso.
Anche a Trentino Grappa verrà dedicato uno spazio speciale con la presentazione di tutte le distillerie facenti parte dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Quella della grappa è una realtà estremamente importante: un elevato numero di distillatori (oltre 30 su 130 del totale nazionale) per una produzione relativamente esigua (l’8%) fanno si che il prodotto finale sia al top della qualità, con vinacce lavorate freschissime e grappe ricche di profumi, in piccole, operose, eccellenti, realtà consolidate.
All’interno dell’area istituzionale, verrà ospitata la Fondazione Mach–Istituto Agrario di San Michele all’Adige, motivo di orgoglio per tutto il mondo vitivinicolo e non, vista l’enorme importanza che riveste nella ricerca, nella formazione dei futuri winemakers, nella consulenza e nei servizi a sostegno ai produttori. Presso i desk informativi sarà possibile ricevere informazioni su ciò che di meglio il Trentino ha da offrire sul territorio: L’Enoteca Provinciale, presso Palazzo Roccabruna, le Strade del Vino e dei Sapori, le proposte turistiche per l’estate 2008, senza tralasciare le informazioni su produttori e distillatori.
Per quest’edizione 2008 numerosi e di prestigio sono i momenti di degustazione e di incontro con il TRENTODOC, simbolo trainante dell’enologia trentina: presso il Palaexpo saranno organizzati due momenti di respiro internazionale in cui verranno presentati dieci grandi campioni di questo grande metodo classico. Dopo la presentazione del marchio collettivo dedicato a questo vino, avvenuta a Trento lo scorso novembre, si sente la necessità e il dovere di far conoscere agli operatori nazionali ed esteri il valore del prodotto. Il titolo dei due momenti di incontro è il seguente: TRENTODOC MILLESIMI E RISERVE. LE RAGIONI DELL’ECCELLENZA. DIECI “CAMPIONI” IN DEGUSTAZIONE.
I due incontri sono fissati per Giovedì 3 aprile e venerdì 4 aprile sempre ad ore 15.30 presso la Sala Golf del Palaexpo. Chi fosse interessato a questa degustazione speciale, occasione unica per conoscere la qualità del TRENTODOC può iscriversi via mail a progettovino@visittrentino.it (le prenotazioni verranno raccolte fino a mercoledì 2 aprile p.v. e sono gratuite, fino ad esaurimento posti). A condurle sarà un esperto del territorio, Mariano Francesconi, Presidente A.I.S. sezione Trentino. Accanto a lui, si avvicenderanno nei due momenti personaggi importanti, che stanno contribuendo a rendere il TRENTODOC un prodotto affermato sulla scena nazionale ed oltre. I relatori - attraverso il vino, spiegheranno i motivi per cui il Trentino si colloca al vertice nazionale della produzione spumantistica classica italiana.
Inoltre, per tutte e cinque le giornate di Vinitaly il TRENTODOC, potrà godere di una piazza privilegiata presso il Ristorante D’Autore. Si tratta una manifestazione ai vertici della qualità culinaria: chef stellati di chiara fama si presteranno all’abbinamento del loro cibo con il top della produzione enoica nazionale. Fra i vini proposti il TRENTODOC, presente su ogni singolo tavolo nell’elegante secchiello personalizzato, realizzato da Trentino Spa. Nella sala inoltre, verrà allestito uno spazio di esposizione con tutti i TRENTODOC presentati nell’area istituzionale.
Da non dimenticare venerdì 4 aprile ad ore 17.00 presso lo stand istituzionale la premiazione del CONCORSO NAZIONALE “MERLOT D’ITALIA”, una realtà che negli anni è andata consolidandosi nella cittadina di Aldeno e che vede impegnati nella valorizzazione di questo vino in prima persona il Sindaco con i suoi collaboratori. Nello stand, durante la premiazione, di altissimo livello, vengono premiati i migliori produttori di Merlot; lo staff del Concorso, ha abituato il pubblico a riconoscere durante questo momento dei personaggi che hanno fatto grande il nome del vino italiano. Tre esempi su tutti il wine maker Riccardo Cottarella, il Marchese Frescobaldi, produttore di pregio e Pino Khail, sostenitori e parte attiva dell’organizzazione.
Organizzato da Trentino S.p.A.
Per informazioni: progettovino@visittrentino.it - tel. 347 8548409
Il Trentino a Vinitaly è al pad.3
www.visittrentino.it/vinitaly
TRENTODOC.
BOLLICINE D’ECCELLENZA CHE NASCONO TRA LE DOLOMITI
Tra i più pregiati vini trentini, uno che sta saldamente sul podio è lo spumante metodo classico, che tanto per sottolineare il legame con la terra che lo produce si chiama “TRENTODOC”. Si tratta del metodo classico più “stappato” in Italia: 7,9 delle quasi venti milioni di bottiglie che in totale vengono consumate nel nostro paese si producono infatti nelle 27 Aziende della provincia di Trento. Qui il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche fra il giorno e la notte e la forte differenza di temperatura fra estate e inverno, permette all’uva, qui e solo qui, di poter acquistare le caratteristiche organolettiche che si ritengono ottimali per una base spumante di qualità. E’ principalmente con uve Chardonnay, il vitigno più coltivato in Trentino, che si ottiene il vino base del “TRENTODOC” anche se, in quantità minore, può contenere piccole percentuali di Pinot bianco e Pinot nero. 700 sono gli ettari coltivati a Chardonnay che ricadono nel territorio di 58 comuni trentini, appezzamenti posti in media e alta collina, tra i 200 e gli 800 m di altitudine, su terreni di natura calcarea, dove le uve maturano lentamente.
LA SCOMMESSA
Le “bollicine trentine” non sono nate per caso. Il binomio Trento - spumante nasce nel lontano 1902, quando un giovane tecnico di cantina, fresco del diploma conseguito alla Regia Scuola Agraria di San Michele all’Adige (ancor oggi un laboratorio enologico di prim’ordine) e di un’esperienza vitivinicola nello Champagne, decise di ritornare nella sua Trento e mettere in pratica i segreti carpiti ai francesi. Si chiamava Giulio Ferrari e voleva creare uno spumante che esprimesse la cultura e la storia di questa sua terra, dove il vino è quotidiana consuetudine, da secoli. Rendere onore al vino e trovare in esso un giusto e appagante godimento: il “TRENTODOC” nasce da questo e dall’intuizione di Giulio Ferrari che mise a dimora le prime piante di Chardonnay destinate proprio allo spumante, coinvolgendo nella sfida le famiglie dei contadini nelle vallate limitrofe a Trento e in particolare nella Valle dell’Adige. Per primo, proprio nel cuore della città, a pochi passa da Piazza Duomo, diede il via alla sua produzione, piccola, ma di elevata qualità, Da quel nucleo produttivo nacque la prima azienda di spumante trentina, presto seguita da altre cantine che hanno puntato con forza su questo settore, ottenendo prodotti di altissima qualità, fino al riconoscimento della denominazione “TRENTO” prima Denominazione di Origine Controllata degli spumanti metodo classico riconosciuta in Italia e seconda al mondo, dopo la Champagne.
UNA PRODUZIONE CONTROLLATA DAL VIGNETO ALLA CANTINA
Oltre che all’alta qualità delle uve base, il “TRENTODOC” si affida alla serietà del sistema di produzione: le operazioni di raccolta e vinificazione delle uve sono codificate e regolamentate dal Consorzio Vini del Trentino e devono essere effettuate tutte all’interno del territorio provinciale: dalla vendemmia rigorosamente a mano, alla spremitura delle uve, alla spumantizzazione. Questa avviene secondo i rigidi canoni del metodo classico, basati sulla rifermentazione in bottiglia con scuotimento e sboccatura, seguita da una prolungata maturazione del vino a contatto con i lieviti per garantire un prodotto di riconosciuto pregio. In Trentino il disciplinare prevede almeno quindici mesi sui lieviti di fermentazione per le tipologie “brut” e “rosè”, mentre per quelli che si fregiano della qualifica “riserva” la permanenza è di trentasei mesi.
ESPERIENZE SENSORIALI INEGUAGLIABILI E... QUOTIDIANE
La D.O.C. Trento comprende due tipologie di spumanti, il Bianco (anche Millesimanto e Riserva) e il Rosato. Un colore cristallino nei suoi riflessi dorati, un perlage fitto e persistente, la spuma dalla compattezza cremosa.
Il TRENTODOC., rotondo nella struttura, secco e pieno nell’impatto, sprigiona variegate fragranze fruttate, con toni di pane appena sfornato, lievito, vaniglia, ma anche note di frutta esotica, aromi che spaziano dalla freschezza dei sentori di mela golden e di cioccolato bianco al soave timbro del gelsomino.
Va servito fresco, mai ghiacciato, in calici ampi, ad una temperatura fra gli 8 ed i 12 gradi, dopo averlo fatto raffreddare nel secchiello con cubetti di ghiaccio.
Il “TRENTODOC” è un vino completo che accompagna tutto il pasto, dall'antipasto fino al dessert (in quest’ultimo caso solo nella versione demi-sec), abbinandosi a tantissime pietanze della cucina mediterranea e a quella - quanto mai variegata - rispettosa delle tradizioni gastronomiche regionali. Con il pesce (fritture miste, crostacei, pesci bolliti, salsati, pesci cotti al forno con vino e aromi), le carni bianche, ma anche con il riso, le paste alle verdure e – “matrimonio” decisamente insolito quanto gustoso - pure con i salumi. E’ un “classico” con formaggi vaccini stagionati a pasta granulosa e con la piccola pasticceria salata. Il Rosato invece si abbina bene a zuppe di pesce, prosciutto crudo, cucina di mare, pasticcio di maccheroni e pollame al forno.







