
PIACERE, NOVELLO
Un po’ di storia
Il vino novello così come lo conosciamo oggi, fu inventato quasi per caso in Francia. Nel 1934 ricercatori del settore alimentare stavano studiando come conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola appena raccolta…Tra i vari esperimenti c’era anche quello di lasciare i grappoli sotto uno strato di anidride carbonica, ad una temperatura di 0 gradi. Dopo qualche mese i chicchi d’uva erano diventati frizzanti, gradevoli, ma non potevano più essere venduti: così si decise di spremerli.
I primi vignaioli che produssero tale vino erano del Beaujolais, regione centrale della Francia: da qui il nome del nuovo vino, piacevole al gusto.
In Italia venne introdotto in Toscana nel 1975 da Giacomo Tachis, enologo dei Marchesi Antinori, dopo un viaggio in Francia.
Il vino novello italiano
Ma dal Beaujolais, antesignano di tutti i novelli prodotti nel mondo, il novello italiano si discosta nettamente.
Mentre infatti il sistema di produzione “a macerazione carbonica” è molto simile, la grande differenza sta nella “location” e nel tipo di uve usate.
In Italia il novello può essere prodotto dal nord al sud, usando qualsiasi tipo di uva (preferibilmente rossa): le uve più comunemente usate sono Aglianico, Cannonau, Barbera, Merlot, Nero d’Avola, Corvina, Refosco, Cabernet Sauvignon, Sangiovese.
La legge del 6 ottobre del 1989 impone di utilizzare almeno il 30% di vino ottenuto con la tecnica di macerazione carbonica dell’uva intera.
Il Beaujolais invece, è come il nostro Chianti: un vino, ma anche un territorio che si trova a nord di Lione. Qui si pianta un solo tipo di uva a bacca rossa, il Gamay, con cui si produce l’omonimo vino.
Infine, i novelli italiani hanno rispetto agli altri una maggiore ricchezza di acido carbonico, un colore rosso brillante, vivace e invitante e una rotondità vellutata ben rilevabile al palato, grazie a qualche traccia zuccherina.
Lo sapevate che
Il Decreto Ministeriale del 13 luglio del 1999 stabilisce che il vino novello può essere commercializzato dalle 0.01 del 6 novembre dell’annata di produzione delle uve. Non va confuso con “il vino nuovo”, che solitamente si commercializza a marzo-aprile e non subisce macerazione carbonica.
E’ anche previsto che solo nell’ambito di manifestazioni espositive e promozionali è consentito porre in degustazione i vini “novelli” a partire dalle 0.01 del 5 novembre dell’ annata di produzione delle uve:è il déblocage della mezzanotte!