L'Italia del Vinitaly
ALTO ADIGE
VINI DELL'ALTO ADIGE: INNOVAZIONE E TRADIZIONE
| Non c'è paesaggio più vario e più imprevedibile dell'Alto Adige: un armonico alternarsi di monti e valli, le cime altissime eternamente innevate, le Dolomiti, frutteti e vigneti che il sole domina sovrano: è difficile trovare in Europa una regione ugualmente ricca di contrasti tanto accattivanti. Uno scenario variopinto e movimentato si apre a sud delle Alpi, nella provincia italiana più a nord. Due terzi della superficie provinciale si collocano ad un'altitudine di 1.500 m sul livello del mare. Il 40% del territorio è coperto da boschi. Solo una scarsa percentuale della superficie provinciale si trova sotto gli 800 metri. Proprio qui, su ca. 5.000 ettari, nascono i vini dell'Alto Adige. Cenni storici:La viticoltura in Alto Adige ci riporta all'epoca dei Reti. Oggi sappiamo per certo che furono loro a coltivare le prime viti. "Oltre 3.000 anni fa nelle valli a sud delle Alpi si coltivavano non solo i cereali: anche la vite già allora era molto diffusa" (Dr. Planta, Monografia sull'antica Rezia). Innumerevoli generazioni di viticoltori hanno contribuito a fare dell'Alto Adige una zona vitivinicola di alta vocazione. Nei millenni scorsi, in questi stimolanti paesaggi, la vite trovava infatti le condizioni ideali per crescere e svilupparsi. Clima:La ricchezza di vitigni dell'Alto Adige è senza dubbio il risultato di condizioni climatiche eccezionalmente favorevoli alla viticoltura. Le Alpi fungono da barriera meteorologica contro i freddi venti del nord mentre, da sud, provengono i benefici influssi mediterranei. Ogni anno si contano in media 300 giorni di insolazione che, abbinate ad una temperatura media propizia di 18° C, durante il periodo di vegetazione offrono alla vite un habitat più che favorevole. Una buona distribuzione delle precipitazioni, terreni morbidi, ben arieggiati e quindi facilmente riscaldabili - in prevalenza terreni calcarei e morenici e stratificazioni fluviali retaggio dell'ultima glaciazione - contribuiscono a una migliore produzione della vite. Naturalmente, anche la collocazione dei vigneti ad altitudini diverse, fino ai 1.000 metri sopra il livello del mare, il loro orientamento, le ore di insolazione e la composizione del suolo influiscono sulla qualità dei vini. Tutti questi fattori contribuiscono in misura notevole alla differenziazione fra i vini provenienti dalle diverse zone della Provincia. Zone di produzione:Sui pendii e le colline della Val d'Adige fra Merano e Salorno, e nella Valle d'Isarco fra Bolzano e Bressanone, i vigneti caratterizzano fortemente il paesaggio. Solo i vigneti del Lagrein nel quartiere di Gries a Bolzano, e quelli all'estremo sud della provincia in corrispondenza di Salorno, si estendono in pianura. Da alcuni anni, anche la media e bassa Val Venosta sta vivendo una fase di rilancio come più "giovane" zona a DOC dell'Alto Adige. In 52 dei 116 comuni della provincia si pratica una viticoltura di qualificato livello. Il vigneto altoatesino è un mosaico di 5.000 aziende in cui sono occupate stabilmente 10.000 persone. La vinificazione e la vendita dei vini altoatesini avvengono in 16 Cantine sociali, 40 Cantine commerciali e in un considerevole numero di cantine "vignaiole". Vitigni:Alla nota e spesso decantata varietà del paesaggio altoatesino corrisponde una varietà altrettanto ampia di uve. Una ricchezza di vitigni che è senza dubbio il risultato di condizioni climatiche eccezionalmente favorevoli e della composizione dei suoli nelle diverse zone. Tre sono i vitigni e i vini autoctoni dell'Alto Adige: la Schiava, il rosso più tipico e diffuso dell'Alto Adige, il Traminer aromatico, oggi conosciuto in tutto il mondo e il Lagrein scuro, un riscoperto vino di spessore internazionale. Da circa un secolo si coltivano però in Alto Adige anche altri importanti vitigni "internazionali": Pinot nero, Merlot, Cabernet sauvignon e franc, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot grigio, Silvaner, Müller-Thurgau, Riesling, Sauvignon, Veltliner verde e Kerner. Il Moscato rosa, una specialità dell'Alto Adige e il Moscato giallo come vini da dessert completano la gamma. La produzione vinicola attuale oscilla tra i 300.000 e i 350.000 ettolitri. Il 55% è rappresentato dai vini rossi, il 45% dai vini bianchi. L'uva base per il 55% dei vini rossi è la Schiava in tutte le sue sottovarietà, di cui vengono prodotti il Lago di Caldaro, il Santa Maddalena, il Meranese ed il Colli di Bolzano. Mentre fra i bianchi, predominano per quantità, il Pinot Grigio, Pinot bianco e lo Chardonnay. A ciò si aggiungono poi circa 150.000 bottiglie di Spumante Alto Adige di qualità a base di uve Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero secondo il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia. Dal 1963 la coltivazione, la produzione e la vendita dei vini sottostanno ad una severa regolamentazione e sono tutelate con il marchio DOC. Oggi il 98,8% dell'intera superficie vitata in Alto Adige è tutelata in tal senso all'origine e ciò attribuisce all'Alto Adige il primato assoluto rispetto a tutte le altre regioni italiane. L'ascesa dell'enologia altoatesina è frutto dell'impegno collettivo di tutte le realtà vinicole del territorio, che coesistono e cooperano senza protagonismo sul piano di una sostanziale contiguità di scelte e obiettivi. Non a caso, la critica specializzata di anno in anno distribuisce equamente premi e riconoscimenti tra le diverse realtà produttive: cantine sociali, grandi e medie cantine private, piccoli vignaioli. Il più forte comune denominatore tra queste realtà è l'obiettivo di fare in modo che l'Alto Adige sia e resti una terra vinicola dell'eccellenza, radicata su una tradizione secolare e su una innovazione continua che può contare su tecnologie d'avanguardia. Per maggiori informazioni: www.vinialtoadige.com |







